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venerdì, 22 dicembre 2006
Basta volerli. A. (professoressa di biologia) dixit: avete mai sentito parlare di igiene orale? S., tu ne sai qualcosa? A. dixit: ah, andate a pattinare? E' molto natalizio! ... -__- S. (compagno) dixit: mezcla de los personajes nobles y playboys (voleva dire... plebeyos) Sevaowen . 17:14 mercoledì, 20 dicembre 2006
All'inizio di quest'anno scolastico mi ero ripromessa che, se il giornalino d'istituto mi fosse piaciuto, avrei cercato di intrufolarmi in redazione e di scrivere anche io. Ma il giornalino è arrivato, ed è un obrobrio. L'Ipse Dixit è lungo tre pagine, sì, ma tutte dedicate ai professori che hanno quelli che scrivono, dei miei insegnanti ce n'è solo uno. Bisognerebbe raccogliere le segnalazioni di ogni classe, no? Io ho raccolto solo due ipse dixit, perché sto provando un'esperienza nuova: stare davvero attenta. Sono della professoressa di inglese, E. E. dixit (con un forte accento americano): quest'anno siete delle faneghe! *Fanega= termine piemontese per fannullone, che sia al femminile che al plurale rimane invariato, quindi sarebbe stato 'dei fanega'* E. dixit: dovete darmelo in mano entro mercoledì! *E il doppio senso fluttuava sopra le nostre teste... si riferiva ai contanti per il First Certificate* Non so più cosa pensare del mio destino, quello che mi succede sembra studiato per essere assurdo. Non fa nemmeno ridere, è assurdo e basta. Non ricevo quello che mi merito, in compenso ricevo quello che non mi merito. Ho visto persone ignare di certe cose (non dovrebbe essere così) sorridere come all'epilogo del giorno più bello della loro vita, è stato così anche per me, sì, ma per trenta secondi, perché la vita degli uccellacci del malaugurio come me non è mai del tutto o quasi bella, c'è sempre una macchia. La macchia di sangue davanti al camino di the Canterville Ghost. Gli scheletri nell'armadio dovevano necessariamente essere mostrati a qualcuno, e hanno scelto proprio meh! Mi dispiace di non stare scrivendo tra le righe, ma proprio dietro le righe. Mi sento come Leopardi, perché la natura gli negò anche la speme. Non pretendo di essere una pessimista cosmica, ma a volte mi succede. E' un hobby occasionale. A tutto ciò bisogna aggiungere quanto io sia naturalmente insopportabile, e quelle cose (perché ce ne sono anche di quelle) che mi merito e ho, e quelle che non mi merito e infatti non ho. Eppure se mi accontentassi non sarei un essere umano. Ne approfitto per dire: anime perse, per cortesia, visitate il mio account su deviantART, perché di questo passo potrei davvero cadere nel baratro e ricorrere a quei subdoli metodi per avere un shitload of pageviews. Non vorrei arrivare a tanto. Da qualche giorno a questa parte penso molto al passato, soprattutto alle persone che hanno lasciato un segno. Come Andrea, il ragazzo che mi piaceva alle medie. Non è bello dirlo, ma lui ha indirettamente e involontariamente tracciato le linee guida della mia vita degli ultimi sei o sette anni. Era appassionato di Dragon Ball, e io ero una cosa strana e appassionata di lui, così un giorno, all'ora di pranzo, ho acceso il televisore su questo famigerato Dragon Ball, sintonizzandomi sulla passione per il Giappone, che ha messo le radici in me. Perché dopo Dragon Ball in tv sono passata a Dragon Ball cartaceo, e da lì a sempre più manga e anime, poi alla musica giapponese, e infine a tutto il resto. Se tutto va bene (haha), l'anno prossimo sarò seduta in un'aula universitaria, ad ascoltare rapita una lezione di giapponese. Ed è tutta colpa sua. Gli devo così tanto. Poi a volte capita di incontrare esseri unicellulare che non sembrano tali (ho scoperto il segreto di molte 'persone' gh!), diciamo che sono batteri parassiti e antropomorfi. E i batteri della mia flora intestinale non bastano a digerire tutta la merda che mi hanno fatto ingoiare, vive la finesse, e chissà perché mi è venuta in mente Momoko di Kamikaze Girls... "avevo sempre sognato di vivere in Francia all'epoca del Rococò" e detto da una vestita da Lolita in bianco ma infangata, bagnata e insaguinata, che minaccia una banda di yankee con una mazza da baseball, ma sulle note di Strauss, fa la sua figura, e quello sì che lascia il segno. E' un film che vi consiglio (idem per il romanzo di Novala Takemoto, se riuscite a reperirlo). A scuola stanno succedendo cose strane: prima arriva uno con l'aria strana che dice che sta organizzando un musical, tutto copiato da quella -scusate- schifezza che è High School Musical. Io non mi pronuncio, che ognuno faccia le sue considerazioni. Poi salta fuori che vogliono fare il ballo di Natale. Ma che schifo. Oltretutto, l'ingresso costa ben otto euro, e il locale è un buco. Ma cosa sperano di fare? I Rammstein hanno decisamente ragione: we're all living in Amerika. E io intanto ho preso la patente. Felice Yule. Sevaowen . 20:12 venerdì, 15 dicembre 2006
Quando mi sono iscritta all'autoscuola, non mi rendevo conto di quello che stessi esattamente facendo. Alle lezioni di teoria mi capitava di distrarmi, così come al liceo, e pensavo a me al volante. Mi sembrava una cosa distante, quasi irreale: ma forse, dopo anni passati seduta sul lato passeggero, non è poi così strano. Questo idilliaco periodo è durato fino a quando, dopo aver passato l'esame di teoria e dopo aver preso un minimo di confidenza con quella schifosa macchina dell'autoscuola (ed è una marca gettonata... eppure fa schifo. Si parla della punto come l'auto perggiore del mondo, ma francamente, la 'mia' punto modello base e scassata è molto più guidabile di quella cosa), ho cominciato a prendere coscienza di quanto guidare non faccia per me. Ormai ci sono dentro e vado avanti, ma so che finirò come quelle signore di mezza età che hanno la patente ma non guidano. A idillio passato ho scoperto come i miei coetanei abbiano a cuore la patente. Arrivata all'autoscuola per una guida dopo una seduta straordinaria di esami poche settimane fa, vedere gente in lacrime e vederne altra fluttuare a mezzo metro dal pavimento mi ha davvero colpita; è la patente-mania. A quel punto io, che voglio sempre essere speciale o almeno ci provo, mi sono ripromessa di non inscenare mai scene madri per la patente, qualunque cosa accada. Però ci tenevo ad essere una brava automobilsta. Nella mia testolina bacata scorrevano immagini di mie guide da manuale, ovviamente mai avvenute. Non ho retto quest'ultima batosta, questa guida di poche ore fa. Rientrando in autoscuola ho pagato la guida, l'istruttore è subito andato via con un'altra vittima sacrificale e io, già con le lacrime agli occhi (ho l'esame il 20 c.m.) ho detto, alla moglie e alla figlia dell'istruttore, nonché segretarie: "allora... ci vediamo lunedì" e poi sono scoppiata a piangere. Avrei voluto spararmi, proprio io, che volevo assolutamente evitare ogni tragedia greca da patente... il fatto è che non era quello che sembrava. La tragedia greca da patente è quello che loro hanno visto, quello che ho visto io è stato il mio ennesimo piangermi addosso perché sono un'imbranata. O forse piangevo per tutti i soldi che la mia famiglia ha speso per quel fottuto pezzo di carta plastificata rosa, che probabilmente non arriverà. Ma dopotutto, quandomai sono riuscita a fare una buona impressione? E ammetterlo è difficile, ma sarà perché non ho i numeri per fare una buona impressione. Ma almeno sono sincera: non voglio quello che non mi merito, e non ho problemi a dirlo. Anche se poi scoppio a piangere proprio perché non me lo merito, e se non me lo merito è perché sono un'imbranata. E non solo al volante. Vorrei almeno trovare qualcuno da poter chiamare il mio ragazzo, che sia dotato di autovettura e che sia disposto a scarrozzarmi ovunque. Ma così sarebbe fin troppo facile, e io sono masochista. Certo che la patente potrebbero anche darmela, tanto io sono troppo imbranata perfino per fare del male a terzi, volontariamente o non. Dall'altro lato, non si è mai troppo imbranati per non riuscire a far danno a se stessi, e se mi ammazzerò in macchina, volontariamente o non, sarà solo un destino come quello di molti altri, e un modo come un altro di morire, probabilmente più stupido, ma non si può fare molto a riguardo. Se non diventare una brava automobilista o non guidare proprio. Il primo non dipende del tutto da me, se sono negata posso farci poco. Il secondo sì, allora che ci faccio ancora in autoscuola? Cerco di evitare a mio padre di buttare dei soldi. Quando mi sono iscritta non sapevo che sarebbe andata a finire così. E' anche vero che più continuo a scrivere tutto ciò, più peggiorerò, allora scrivo che sono brava e che guido bene perché sono prudente, e se oggi ho sbagliato il cambio di corsia è solo perché ho avuto paura di sbagliare. Eppure, ragionando, io so guidare. Con la punto e mia madre vado alla grande. E' con quella macchina-schifo e con l'istruttore che non va, non va affatto. E adesso mio padre aprirà la porta della mia stanza e mi chiederà: "com'è andata la guida oggi?" "Sono un'imbranata". Il resto va tutto più o meno bene, non è di quello che mi lamento. E adesso vado ad affogare la rabbia e la tristezza in un bagno caldo, e se non basta le affogherò nella coca cola alla vaniglia, se ancora non basta le affogherò nel cibo, e se è il caso domani sera nell'alcol. Sevaowen . 17:46 giovedì, 07 dicembre 2006
Per quanto a lungo possa piovere, prima o poi, anche se per poco, la pioggia cessa. Ogni tanto anche a me capitano giornate come questa. Dove di particolarmente bello non succede nulla, ma non succede nemmeno nulla di così odioso come al solito. Galleggiando mezzo metro più su rispetto alla sedia, metterò nero su bianco questa rara cosa. Lezione di ginnastica: basterebbe a rovinare una giornata, ma oggi non è andata così. Ci era stato ordinato di provare degli esercizi di equilibrio assurdi. Dato che spesso, in ogni materia e consegna da fare in coppia io mi unisco ad Alberto, e squadra che vince non si cambia (il nostro nuovo motto) ho cominciato gli esercizi con lui, ma la professoressa ci ha separati dicendo che c'è troppa differenza di altezza (sì, sono abbastanza bassa e lui è abbastanza alto) e mi ha fatto lavorare con Danilo. Sento di stare antipatica a quel ragazzo. E poi, in educazione fisica passare dalla ragazza con cui stava lavorando, che sembra nata per fare ginnastica, a me che sono un'imbranata... che non fosse particolarmente contento è comprensibile. Ma oso sperare che dopo abbia cambiato idea, comunque qualcosa sono riuscita a combinare e mi sono anche divertita e stirata un paio di muscoli. Se mi detesta, tanto peggio per lui. Poi ho invitato Sara a casa mia per pranzo! Pensavo rifiutasse, e invece mi è sembrata contenta. Purtroppo siamo rimaste poco a casa mia perché siamo dovute correre a scuola. Adoro la sua schiettezza tagliente. Ed è molto strano, perché io che schietta non lo sono affatto, semmai l'esatto contrario, con gli schietti non ho mai avuto un bel rapporto. Beh, mai dire mai. Sara, inoltre, è stata la mia prima amica a salire in macchina con me sola, senza esperti automobilisti. Beh, ho solo fatto manovra in cortile, ma è già qualcosa. Dopodiché siamo corse a scuola a vedere un film in spagnolo, 'como ser mujer y no morir en el intento'. Non ho potuto vederlo tutto perché poi ho dovuto correre a scuola guida, ma per quel che ho visto è carino, e facilmente comprensibile. E anche la guida è andata bene. Poi ho passato un'oretta a svolazzare serena sotto le ghirlande di Natale per corso Alfieri, già consapevole di quanto la giornata fosse stata stranamente bella. Ho comprato il calendario 2007 di Harry Potter, incontrato una mia compagna di scuola elementare, conosciuto un ragazzo della mia scuola, incontrato una mia compagna di scuola e un mio compagno di classe avvinghiato ad una ragazza. Mah. E poi a casa, affamata. Sono andata a vedere se c'era qualcosa per me su deviantART ed ecco cosa salta fuori: sorry i just htought i'd drop bye and tell you that i absolutely love your art..your my idol in photography..i havent been taking fotos long but i really hope to one day be as good as you.. thank you for being my idol..i hope you continue your art forever your biggest fan sarah Sono quasi caduta per l'emozone. Che dire? Stanotte mi addormenterò serena. Sevaowen . 17:37 mercoledì, 06 dicembre 2006
Extremelot è un GdR decisamente peggiorato ultimamente. Ma ogni tanto una visita la faccio ancora. Ecco quello che mi è capitato, esposto brevemente in un post nel forum, nella speranza di trovare una soluzione. Muovo una critica a certi burattinai... Prima di esporre il problema, devo fare alcune premesse: - da un po` di tempo a questa parte le mie visite a Lot sono più uniche che rare (causa giornate piene, se vi può interessare) e non so se si questo problema + già stato discusso prima d`ora; - anche se fosse lo scrivo lo stesso, perché sembra che persista; - so che probabilmente non c`è soluzione, la mia è una semplice critica, spero di sollevare un dibattito e di avere l`opinione di altri burattinai seri; - oltretutto la cosa non mi riguarda più di tanto... è un semplice sfogo. Poco fa mi trovavo alla taverna del viandante, non avevo scritto nessun`azione perché ero appena entrata e stavo leggendo quello che scrivevano gli altri, in modo da inserirmi poi nel gioco in modo decente. Il fatto è che poi non mi ci sono inserita, perché qualcuno ha sctritto a caratteri cubitali (in stampatello, che fastidio) qualcosa tipo "venite in roocca pass amore si ride". E fin qui due o tre regole erano già state infrante, ma il peggio deve ancora venire. In preda alla curiosità sono andata, e non prendetemi per stupida perché che non si ridesse l`avevo capito, grazie. Ma in quanto maggiorenne e vaccinata, mi sono riservata il diritto di ficcanasare. Che dire? Attività da rocca rese pubbliche con gli annunci, turpiloquio da vendere e soprattutto un livello di gioco infimo, più che livello di gioco dovrebbe essere definito "livello di schifezza". Giocatori inesperti che leggono questo tipo di chat rimangono inesperti per sempre. Ma la vera gravità della cosa è: non tutti i burattinai sono maggiorenni, e non tutti i minorenni burattinai hanno un livello di maturità adatto a questi usi impropri del GdR. Cosa ne pensate? Io propongo guardie di ronda in taverna il più a lungo possibile, ed esilio immediato e fino al 2032 per chi sporca così una land. Grazie per aver letto fin qui. Sevaowen Helena Von Kruger x3 Sevaowen . 18:46 mercoledì, 06 dicembre 2006
Non saprei dire se sono nata così o se sono impazzita dopo, e nemmeno se sono proprio così o se il mondo ha un atteggiamento così crudele nei miei confronti da ridurmi a una larva simile. Come sempre ho studiato tutto ieri per l'interrogazione di stamattina, alzandomi quando il sole era ancora molto al di sotto della linea dell'orizzonte per rifinire il lavoro. Oggi abbiamo guardato ben due film a scuola, "the Phantom of the Opera" {bellissimo. Nessuno ha idea di cosa avrei fatto ai miei compagni per ringraziarli di quel fastidiosissimo brusio di sottofondo e commenti vari, per non parlare di uno che cantava anche} e "My Fair Lady", che invece non reggo. Il primo mi ha davvero rapita, e poi il phantom è figo. Anche con mezza faccia sfigurata non perde il suo fascino. Ma qualcosa non mi è chiaro. Christine Daae (che è antipatica ma ha un bel cognome, lol) gli toglie la maschera due volte. La prima rimane bruno, la seconda diventa biondo. Perché? Ma soprattutto, furbo com'è, come ha fatto a farsi fregare così? E poi io starei con quell'uomo solo per la voce che ha e per il suo buon gusto. Comunque, io tifo per la Carlotta. Del secondo film l'unica cosa che mi è piaciuta è la canzone che ripete più volte lovely. E lei stava meglio nei panni di fioraia. Dopo la scuola sono rimasta in città con Elena e Sara. Ho mangiato solo un misero panino: buono, ma pur sempre solo un panino. E una larva ha bisogno di molto nutrimento. Siamo rimaste in biblioteca a lungo, con Elena che faceva da maestrina paziente a me e a Sara 'carotina', a me spiegava logaritmi e domini, a Sara spiegava il metodo di Ruffini. Finita la lezione di matematica siamo rimaste ancora lì a ridacchiare sottovoce, costrette dal brutto tempo. Quella dietro di me ha subito provveduto a zittirci, non so come ci abbia sentito visto che ci siamo trattenute oltre ai nostri stessi limiti, e allora l'abbiamo presa in giro per il resto della nostra permanenza, Sara le ha anche fatto le linguacce, e per domani devo finire la caricatura che ho cominciato in biblioteca (prendere in giro la gente non fa male a nessuno, fa ridere e quindi giova alla salute, è un buon modo per distrarsi e ha mille altri benefici; quindi la considero un'attività nobile). Una volta fuori ho conosciuto la mamma di Sara, e temo di aver fatto una brutta impressione a sua mamma, nonostante lei a me abbia fatto un'impressione bellissima. Speriamo che continui a lasciare che sua figlia mi frequenti. Sul pullman con Elena ho fatto anche una bella figurina, ma sorvoliamo. Avevo una guida ed ero in ritardo. E non di poco. Ho corso da piazza Alfieri alla scuola guida, e sono arrivata giusto in tempo, con il fiaato inesistente. Stanca com'ero ho fatto un po' di cazzate, ma non è una novità. Non ho visto uno stop e ho tirato dritto, finché l'istruttore non mi ha frenata. Accidenti a me. Dopodiché, uscendo dall'autoscuola, mi stava parlando. E ci ho messo parecchi secondi a capire che parlava con me. Dio che figura. Voglio vivere in isolamento in Cornovaglia. L'interrogazione è andata male. Perché non sono una persona normale? Sevaowen . 17:21 domenica, 03 dicembre 2006
Odio piangermi addosso, ma a volte non posso proprio evitarlo. Forse mi ispiro a persone di un livello troppo alto per chiunque, o forse sono davvero senza arte né parte. Chiunque potrebbe o comunque dovrebbe sentirsi inferiore a certi geni. Mi sento intelligente per un attimo, poi mi rendo conto che non è così. Non sono intelligente, sono complicata. E poiché sono complicata, quando vedo qualcuno più intelligente di me sto zitta ma ringhio. Ogni tanto provo anche a raggiungerlo, ma il più delle volte ringhio. E' da quando ho messo piede in una scuola per la prima volta che mia madre si sente ripetere 'sua figlia è molto intelligente, ma non sfrutta del tutto le sue capacità'. Effettivamente a volte mi rendo conto che i miei compagni, anche se dovremmo essere tutti più o meno allo stesso livello, ne sanno più di me. Forse sono più intelligenti, in questo caso io passo per scema, o forse mettono le radici seduti dietro alla scrivania e non si staccano più dai libri, e allora io passo per la ragazzina ribelle che non studia. Forse è il secondo caso, però non è vero che non studio. Diciamo che studio poco, perché non ne ho più voglia. Più vado avanti, più la voglia di studiare cala, ed è così da quasi tredici anni. Allora perché continuo a studiare? Perché voglio studiare giapponese all'università; perché data la mia pigrizia se non troverò un lavoro che mi piace è probabile che rimarrò come gli Everglot ne "La Sposa Cadavere" di Tim Burton; perché per non sentirmi ancora inferiore agli altri ho bisogno di un titolo di studio che possa essere chiamato così. Odio anche fare la vittima, ma a volte sento di avere ragione. A differenza di molti altri, credo di sapermi comportare. A volte la mia classe mi sembra un branco di scellerati, mentre io al massimo scambio due parole col vicino, cercando comunque di non disturbare. Ma bei voti li prendono comunque loro, non io. E se sgridano me, mi sembra che lo facciano con più cattiveria, con la rabbia e il disprezzo negli occhi. Quando succede, mi sentirei meglio se mi avessero insultata. E' così anche fuori dall'ambiente scolastico. Tutto questo perché molti individui in passato non sono stati rispettosi nei miei confronti. Non voglio più sentirmi umiliata. Quindi anche se penso che ci sarebbero molte cose da fare oltre a studiare per vivere davvero la mia vita, stringo i denti e vado avanti, faccio buon viso a cattivo gioco, insomma, resisto. Qualche giorno fa, durante un'ora di spagnolo - conversazione con Argentina, la mia professoressa, parlando della violenza nelle scuole ha detto che se qualcuno subisce dei maltrattamenti in giovane età, può imboccare due strade: diventare violento a sua volta, o percorrere un lento e agonizzante cammino verso il suicidio. Sono quasi arrossita. Dio quanto sono scema. Pensandoci adesso, di maltrattamenti ne ho subiti eccome, ma non così gravi da arrivare a conseguenze così drammatiche. Eppure... ...eppure sono così. Un corno. C'è gente che sta peggio di me. Ma le parole della professoressa mi hanno davvero inquietata. Sevaowen . 12:00 |
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