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Seva

Utente: Sevaowen


Ventunenne distratta, sognatrice, pagana, studentessa di orientalistica, fotografa amatoriale e traduttrice in erba. Sto sulle scatole a molti e i motivi non sono chiari, però ricambio volentieri. Volevo dire una cosa, ma l'ho scordata.

trait snapshot:
introverted, irritable, feels invisible, observer, depressed, does not enjoy leadership, reveals little about self, dislikes large parties, feels undesirable, does not like to stand out, submissive, suspicious, emotionally sensitive, not a thrill seeker, solitude loving, likes silence, fragile, second guesses self, negative, unadventurous, fearful, weird, focuses on people's hidden motives, paranoid, phobic, dependent, cautious, avoidant, semi intellectual


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mercoledì, 31 gennaio 2007

E' successa una cosa alquanto rara: i vertici del mio liceo sono stati colti da un acuto attacco di altruismo. In balia della gioia (a loro nuova, almeno in ambito scolastico) della solidarietà, hanno voluto compiere un gesto giusto e altruista nei confronti di noialtri studentelli. E' stata la prima volta in molti anni, e il culo dei principianti non ha giocato a loro favore. Molti di noi sono più scontenti di prima. E io ovviamente ci sono. Se c'è da fumare lamentarsi io ci sono. Sempre. O quasi. Alla conclusione del primo quadrimestre, quasi tutte le classe della sede sono state spostate in succursale e vice versa. Ero contenta di essere trasferita in sede, perché la succursale oltre a essere la casa delle zecche è una tentazione continua (quante volte sono sgattaiolata nelle zone abbandonate e vietate agli studenti?). La sede invece ha una biblioteca dotata di molti testi letterari in lingua originale, i corridoi hanno finestre enormi dove ci si può anche sedere, computer migliori, aule spaziose, etc. Così al mattino sono entrata in classe serenamente (anche perché ora devo fare una rampa di scale in meno), come sempre con largo anticipo, e ho scelto l'ultimo banco vicino alla finestra, nella fila intermedia. Per varie ragioni poi ho cambiato e ho preso il penultimo della prima fila, ma non mi passa neanche per l'anticamera del cervello di lamentarmi e sinceramente non ne vedo il motivo. Io sono molto dispersiva e mi distraggo per ogni minima cosa, almeno in prima fila sono più attenta, seguo meglio, etc. Ma ho visto i miei compagni scannarsi per i banchi distanti dalla cattedra, spostarli in modo secondo loro strategico o lamentarsi fastidiosamente, ma a che pro? E' mai possibile che in una quinta liceo si facciano cazzate del genere? Inoltre parlo di un edificio antico, di aule con il soffitto a volta che quando tutti cominciano a parlare (e putroppo succede spesso) non si capisce davvero più nulla. Così sono uscita dall'aula sull'orlo di una crisi di nervi e sono passata davanti ai finestroni, dove sedevano due esseri unicellulari e antropomorfi, che nel vedermi sono scoppiati in una fragorosa risata e hanno emesso suoni quasi cavernicoli. Mah. Sono una vittima e un albatro. Ma non una poetessa, putroppo. Solo una art appreciator. Se non venite a scuola per studiare, state a casa, grazie.

Sevaowen . 15:52



✩✩✩


venerdì, 26 gennaio 2007

Era da ottobre che volevo farlo. E oggi, finalmente, ci sono riuscita: sono andata a Torino con Minnih, Sara e Marcello. Al solo scopo di passare un po' di tempo con loro in un posto diverso dal solito e di comprare cose non inutili ma futili. Così siamo arrivati a Porta Nuova verso le tre e abbiamo pranzato al bar della stazione. Lo sbaglio più grande che potessimo fare, o quasi, perché il vero sbaglio avvenne più tardi.

Siamo stati all'Inferno, dove ci sono tante cose belle ma nulla di *particolarmente* bello, poi ovviamente al Paper Doll. Ho intascato due delle varie meraviglie: Faith di Hyde, che sto ascoltando ma non ho ancora finito [5/10]. Ero partita con l'idea di prendere qualcosa dei Diru, ma quando ho visto Hyde, nonostante lo preferisca decisamente quando con L'Arc, non ho resistito. La copertina non mi piace per niente, tranne la scritta. Ma all'interno... il CD fa la sua figura, dorato con le scritte nere, e il booklet è bello, anche grazie alle foto. Nella prima pagina i titoli sono scritti con font tutti diversi l'uno dall'altro, cosi come sul retro e il numero della traccia è indicato in numeri romani. Che fanno figo. Sempre.
Jesus Crist non mi piace affatto. E' inquietante. Le altre... Hyde ha fatto di meglio, ma non posso lamentarmi, sono belle comunque. Peccato solo che sia tutto in inglese.
L'altra bella cosa che ho comprato oggi è una Gothic & Lolita Bible [vol. 18]. All'interno, tra le altre cose: BABY the stars shine bright, la marca preferita (o forse l'unica che indossava) di Momoko di Kamikaze Girls, ma quello che mostra la rivista è meno rosa e penoso di quello che portava lei; Putumayo; MA.MAM; indicazioni per raggiungere alcuni negozi a Tokyo (magari potessi andarci -_-) ; Atelier BOZ; cose che sembrano istruzioni su come preparare tè inglese; foto che meritano davvero (ispirazione); Mana e Moi-meme-Moitié; Marble; Miho Matsuda; Union Jack; Atelier-Pierrot & Carina e Arlequin; Black Peace Now, che vende anche roba da uomo e il modello somiglia vagamente a Marcello; h.Naoto Blood; Vivienne Westwood Museum, Osaka, Fukuoka, Aomori, Tokyo; Hakuei; Childhood's End, tutto in bianco, nero e blu; Blood; e basta. Se mai andassi in Giappone, mi piacerebbe comprare un vestito da Lolita. La domanda è: ci entro?

Poi ho comprato una normale maglia a righe da Pimkie (haha) e siamo ancora passati da VideoMusic e da Arethusa. D'ora in poi bisognerà incamminarsi verso la stazione per tempo. Siamo di nuovo tornati al bar della stazione, ed è stato peggio di prima. Dopo avermi fatto aspettare dieci minuti, mi hanno rifilato una coca cola annacquata. Avendo perso il treno che volevamo prendere, abbiamo preso un espresso poco dopo. Io odio l'espresso. Abbiamo camminato su e giù per il corridoio e infine Minnih ha scelto uno scompartimento. La lampadina era mezza guasta e emanava solo una flebile luce azzurra. All'interno c'erano già due persone, un vecchio e un ragazzo. Ci hanno fatto posto. Mi sono seduta accanto al finestrino, davanti al ragazzo, alla mia sinistra Sara e poi il vecchio, alla sinistra del ragazzo Minnih e poi Marcello. In seguito ho scoperto che Minnih ha scelto quello scompartimento proprio per quello lì, ho scoperto abita in provincia di Asti e non è niente male. Io sono una specialista nello scoprire dove abitano le persone, ma non so mai nient'altro su di loro. Ha i capelli biondi, ricci e lunghi. Ascoltava musica ad altissimo volume, poi l'ha staccata e mi sono chiesta se non volesse ascoltare i nostri ridicoli discorsi. Minnih sfogliava la Bible e anche lui la leggeva con la coda dell'occhio. Verso Asti Marcello ha parlato al telefono con il Gatto e prima di chiudere fa: "beh, ti passo Bubba" riferito a Minnih. Il vecchio si è scandalizzato e il ragazzo ha buttato un occhio. Che rideree.

Torino mi piace sempre di più. La prossima volta che ci andrò, sarà per fare delle foto, o forse per l'Open School delle università il 1 marzo. Farò del mio meglio per finire il liceo.

Sevaowen . 20:20



✩✩✩


domenica, 21 gennaio 2007

Tutto è cominciato circa tre settimane fa, quando io e Cristina abbiamo comprato piatti cinesi da asporto e li abbiamo consumati a casa sua alle sette di sera, ora di cena delle galline, davanti a una tv sintonizzata su Italia 1. Abbiamo riso davanti a Tutto in Famiglia, che guardavo già quest'estate ma ho smesso, poi altre risate con the War at Home. Dopo cena abbiamo guardato *molto distrattamente* Everwood, dove Bright e Hannah si rotolavano gioiosi sulla moquette, prima che lei gli dicesse che non l'avrebbe fatto prima del matrimonio, lasciando sulla faccia di Bright un'espressione indescrivibile a parole ma molto ghignosa. Abbiamo guardato anche Dr. House e Grey's Anatomy, che io non avevo mai guardato prima d'allora, così come the War at Home & Everwood. Questo perché sono maledettamente prevenuta verso il made in USA (eccetto certa musica e certi film), così come molti lo sono verso il made in Japan, persone che io finora ho criticato, senza rendermi conto di stare sbagliando quanto loro, anche se nel senso opposto. D'ora in poi, quando avrò in bocca una critica, conterò fino a dieci prima di farla uscire.
Ormai il danno era fatto: il lunedì seguente alle 19:00 ero davanti alla tv. Invece di spegnerla, ho guardato tutto, anche Everwood, nonostante capissi poco niente della storia: con la scusa che che volevo vedere se quei due sarebbero finiti a letto lo stesso o no.

Per tre settimane Everwood mi ha tenuta davanti agli schermi. Della tv per guardarlo, del computer per scoprire cos'era successo nelle precedenti stagioni. Mi ha tenuta col fiato sospeso, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto anche piangere (Kyle), mi ha deluso e sorpreso. Mi ha distolto da the Sims, che mi stava macellando il cervello, e ha portato tante altre buone cose. Insieme a the War etc mi ha fatto vedere, anche se molto superficialmente, il bello degli Stati Uniti. E non mi sento affatto stupida a scrivere una cosa del genere, perché il mio amore per il Giappone è cominciato in modo anche più stupido, eppure... se non altro ho abbandonato l'idea di studiare l'inglese britannico perché anche se il Regno Unito mi piace di più, l'inglese britannico si sta avvicinando sempre più a quello americano che è più parlato e capito. Ho abbandonato anche l'idea folle di studiare the Queen's English, a cosa mi servirà mai? Forse lo studierò per puro diletto quando sarò vecchia. Inoltre, parto decisamente avvantaggiata sull'inglese americano, dato che, avendo due insegnanti di inglese quali una proveniente dal freddo Vermont e l'altra dalla *calda* California, è quello che attualmente parlo e capisco meglio. Quindi è deciso.

Prima di uscire completamente dal discorso stavo parlando di Everwood. Dunque: da un lato mi ha anche sconvolta, soprattutto l'ultima puntata, credo che sia perché una storia come quella tra Amy ed Ephram è più o meno quello che io ho sempre sognato e che, ovviamente, non ho. O almeno credo che il motivo sia questo. Anche vedere quelli che abitano da soli e fanno quello che vogliono mi ha fatto venire voglia di combattare per poter affittare un appartamento a Torino una volta all'università. E ovviamente vedere Hannah spedire l'iscrizione alla Colorado University mi ha messo la voglia di tornare a scuola e di sgobbare per diplomarmi e quindi iscrivermi anch'io all'università. Devo ricordarmi di rileggere questo post quando mi passerà la voglia, cioé molto presto.
Mi dispiace che questa serie sia già finita: per me è durata davvero poco. Chissà se vendono i DVD in cofanetti con la serie completa. O se ricominceranno a trasmetterla dall'inizio, magari d'estate.

Adesso devo solo riprendere il contatto con la realtà.

Sevaowen . 10:56



✩✩✩


venerdì, 19 gennaio 2007

Sono ancora qui. A casa da scuola per dei fottuti problemi di salute. Così ho ancora più tempo libero per rotolarmi nella fossa che mi sono scavata tanto accuratamente in tutti questi anni, ma non è solo colpa mia: mi ha aiutata mia madre. Facendomi credere che fosse un caldo focolare mi ci ha buttata, io non mi sono sono resa conto dell'inganno che pochi giorni fa, e adesso impreco dal fondo, perché non riesco ad uscire. Tipo Sadako. Mi sarò fatta crescere così tanto le unghie perchè si spezzassero più facilmente quando avrei tentato di arrampicarmi?

Non sopporto più il fiato di mia madre sul collo. Vorrei essere indipendente. Diciamo che vorrei vivere da sola, ma per il momento non è possibile, però lo sarebbe una volta entrata all'università, no? Invece non solo sarò costretta a scegliere un'università che sia per forza a Torino, ma se non mi accettano lì, dovrò proprio cambiare facoltà! Odio essere scurrile quando scrivo, ma sinceramente, vaffanculo. Dovrò anche fare la vita dei pendolari. Non vedo l'ora.

Parlando di oggi e non di domani: non ho neanche le libertà più banali. Se volessi lavarmi i capelli a mezzanotte non potrei. Se volessi uscire a mezzanotte non potrei. Se volessi prendere il treno e andare a visitare una qualsiasi città qui vicino tipo... che so, Cuneo, non potrei. Peccato che io voglia fare tutto questo. E il fatto che io viva con i miei me lo vieta.

So doctor, doctor won't you please prescribe me something? A day in the life for someone else?

Sevaowen . 14:44



✩✩✩


lunedì, 15 gennaio 2007

Ho trovato questo qualche tempo fa su una rivista. A dire il vero io sono nata a fine anni ottanta, ma mi rispecchio nella maggior parte delle cose qui elencate, e anche tanto, quindi nel cuore sono nata a inizio anni ottanta. E ne sono molto fiera.
La nostra generazione
Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno)… quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere tre volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo vissuto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato al referendum per l’aborto… e la nostra memoria storica comincia con i mondiali di Italia ’90. Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione cha ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato con i videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato i pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta, la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1° novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca grazie a Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga e a malapena abbiamo un ricordo di lui come calciatore. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato cos’è il terrrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Chernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 settembre. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-piccolo-mugnaio-bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i Goonies, Ritorno al Futuro oppure i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando i Queen, gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi ad usare i gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubbles, ma neanche le Hubba Bubba erano male; ehi, ti ricordi le Zigulì? Al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione del Crystal Ball (“con Crystal Ball ci puoi giocare”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora se chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82 e ride quando dicono che l’Italia di quest’anno è la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavano lavandoci i capelli con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno dei nostri? Congratulazioni! Invia questa catena a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di crescere come bambini.

Sevaowen . 21:29



✩✩✩


lunedì, 15 gennaio 2007

Bright: ah, quindi vuoi vedere orgoglio e pregiudizio? Di cosa si tratta, di razzismo?
[Bright Abbott, Everwood]

E -prof di inglese- dixit: sono schizzata di antibiotica!

Sevaowen . 20:21



✩✩✩


mercoledì, 10 gennaio 2007

Oramai non ho più dubbi, sono masochista.
Ho acquistato questa certezza ieri, tornando ad un parco malfamato legato a miei ricordi lontani e spiacevoli: la mia prima sigaretta e le effusioni di Andrea con un essere extra-terrestre, un unicellulare antropomorfo, un batterio parassita appartenente alla categoria anaerobi facoltativi, per il momento gli esemplari di questa specie da me conosciuti sono soltanto due (ecco a cosa serve studiare biologia al liceo). Anche se sono ricordi molto vaghi. Almeno hanno tolto quella schifosa altalena.

Per il resto tutto bene, eccetto la matematica.

Sevaowen . 15:38



✩✩✩