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lunedì, 26 febbraio 2007
Epoca Vittoriana. E non ridete. Sevaowen . 16:01 venerdì, 23 febbraio 2007
Questo è quello che succede quando tutti i compagni di Seva stanno diventando isterici per la simulazione della terza prova del giorno dopo e stanno studiando come matti, oppure sono a letto con la febbre, la sinusite o addirittura a un funerale; eppure Seva è tranquilla davanti al pc, deve studiare l'istologia, l'apparato digerente, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche (sì, di nuovo!) per il giorno dopo, ma alle sei di sera è ancora lì che cazzeggia. Ma insomma, io le cose me le ricordo. soprattutto il mio adorato Arthur. Comunque non è questo il punto.
Impreco ogni giorno chiedendomi perché vivo in quest'epoca. Sarei stata ben felice di vivere nell'Ottocento o nel Novecento, e va bene che sono nata nel 1988, ma la maggior parte della mia vita la vivrò nel XXI secolo, e non sono a mio agio. L'unica cosa in cui sguazzo felice è la generale depressione e senso di disorientamento. Ma io vorrei tornare ai secoli passati, non agli anni passati. 2003, 2004, 2005, giammai! Eppure ultimamente il passato torna come per magia. Per questo qualche settimana fa mi sono anche tagliata, cosa che non facevo da un bel po' di mesi (cioé da quando ho scoperto che posso anche essere forse non felice ma almeno serena, e che comunque il taglierino non è un rimedio) anzi, da un anno. Non voglio tornare a quel periodo orrendo; vorrei solo guardare al presente e al futuro, ma a volte spuntano cose vecchie e carine come questa. Japanese Dream Prego chiunque di visitarlo. E ditemi cosa ne pensate via commenti qui. E' un forum-GDR creato da Elisa e Vanessa. Ormai ho rotto con entrambe e mi dispiace, anche se forse è meglio così. Al tempo di Japdream (l'abbreviazione me la sono inventata io circa dieci secondi fa) loro erano più amiche che mai, e io non rientravo più di tanto nei loro interessi. Avevo bisogno di loro, ma non sempre le ottenevo. In quel periodo sono stata presa per il culo diverse volte, ma è inutile pensarci adesso, perché quello è un passato che non mi piace. Farò quattro risate guardando qesto vecchio GDR e poi tornerò sul mio Arthur. Non amo elemosinare, ma sono davvero curiosa di sapere cosa ne pensate. Qualsiasi osservazione, anche la più stupida. Grazie. Sevaowen . 17:30 martedì, 20 febbraio 2007
Me ne rendo conto anch'io: lo spettacolo a cui ha assistito oggi la fauna del mio liceo è tutt'altro che piacevole (e io, allora, che tutti i giorni vedo loro? Per caso frequentiamo la stessa scuola e per caso non abbiamo nulla in comune, tranne il fatto di essete liceali -Saki Hanajima, adattato-). Una Seva con la ricrescita, il naso spelacchiato, la fronte sanguinante, occhiali da riposo calati sul naso, ricurva e con il passo strascicato. Il commento del gatto è stato "sei sempre più sexy". Sai, c'è un limite oltre il quale una persona può sentirsi un po' demotivata en ce qui concerne la cura dell'aspetto. Forse oggi ho toccato il fobdo, ma è da quando avevo dodici anni che cerco di rientrare in certi canoni di bellezza oh mon dieu. Et bien, mi sentivo dire di essere brutta. Bene, ora brutta no, trasandata e anticonformista sì. Ho passato anni a pensare 'ecco, vorrei essere così', a cercare di emulare modelli difficili per il semplice fatto che io sono io e quelli sono altri. Poi il peso dello studio, dell'ostilità altrui verso di me, del perenne conflitto con il mio corpo, di un leggero aumento di intelligenza in me ecc, ha avuto la meglio, e vado in giro conciata così, perché indaffarata com'ero a curare lo spirito e il talento ho completamente dimenticato di curare il mio corpo. Per aggravare ulteriormente la situazione, mi sono ammalata due volte nel giro di un mese. Per affogare il dispiacere mi sono data ai piaceri della tavola, mettendo su qualche chilo. Quando me ne sono resa conto, ho fatto spallucce. Con tutto quello che ho da fare, devo anche cercare di recuperare l'irrecuperabile? Forse, se ne valesse la pena. Ma le persone curano il prprio aspetto per due motivi, quali: 1. piacere a sé stessi; 2. piacere agli altri. Ma se io in me vedo un miglioramento e mi piaccio di più solo quando si tratta di spirito, e agli altri non piaccio comunque, quale motivo mi rimane? Mi sembra di tentare di svegliare un morto, e poi perché devo sottomettermi a dei canoni? Se fossero universali, forse potrei. Ma i canoni di bellezza, cos' come la moda, cambiano secono il gusto dell'epoca e del luogo. Non voglio chiudermi in gabbia da sola, oltretutto andrei contro tutti i miei principi di libertà se, ad esempio, accorciassi la maglia e abbassassi i pantaloni o mi tingessi di biondo. Non so, i canoni di bellezza mi sembrano una stupidaggine, ma per amor del quieto vivere proverò a rendermi un po' più presentabile. Sevaowen . 12:59 martedì, 13 febbraio 2007
So che probabilmente quello che sto per scrivere è solo un castello per aria e so di essere in torto, perché accanirsi contro una che è mia amica da quasi nove anni e quindi anche da quasi un decennio non è certo la cosa migliore che si possa fare. Ma lei sa tutto. E poi è sempre meglio sfogarsi su un blog che lei non legge piuttosto che sollevare un polverone per una sciocchezza. Che lei sia così non è una novità; era così già a dieci anni, e io l'ho conosciuta proprio il giorno del suo decimo compleanno, nonché il nostro primo giorno di scuola media. Io invece sono diventata così a tredici anni. Siamo diventate amiche come due normali bambine, "vuoi essere la mia amica del cuore?" "sì!" e per i primi due anni è stata, almeno credo, un'amicizia costruttiva. Poi, proprio quando siamo diventate due maledette ados (alla francese perché è più bello) ha cominciato lentamente a degenare. Ci piaceva lo stesso ragazzo (e ancora adesso mi rodo il fegato chiedendomi se lo facesse apposta) ed è un classico, eppure non abbiamo mai litigato veramente per questo, però certe cose che mi ha detto hanno lasciato un segno e anche se sono passati anni bruciano ancora. "Beh, io non avrei voluto dirtelo, ma... A. voleva baciarmi. Gli ho detto di no solo per non farti un torto" Che non avesse voluto farmi un torto, non era una gran consolazione, e il fatto che abbia passato il resto delle medie a dirmi "voglio baciarlo, perché mai l'ho rifiutato allora" lo era anche meno. Fortunatamente, problemi del genere non si sono mai più ripetuti. Infatti eravamo ancora amiche per la pelle (ma ripeto: non ne sono sicura. Non so mai esattamente cosa passi per la sua testa). Io ho scelto liberamente la scuola superiore dove mi sarei iscritta (che è appunto il liceo linguistico che ora frequento, e ho fatto un'ottima scelta, infatti dalle lingue straniere ho sempre ottenuto grandi soddisfazioni) e lei mi ha semplicemente seguita, infatti finora ha ottenuto molti buchi nell'acqua. Mi spiace, ma è così. Tuttavia non ne sono del tutto sicura, potrebbe aver fatto una libera scelta anche lei, ma in questo caso ha scelto male. O forse sono io che l'ho convinta a seguirmi? Da allora sono successe tante cose: abbiamo lottato unite contro compagne che ci davano contro, ma siamo anche state divise quando lei preferiva sparlare di me con M., invece che stare con me. E siamo diventate due persone completamente diverse. Forse è per questo che praticamente la nostra amicizia non è mai uscita da scuola. Lei: amante di tutto ciò che va di moda, eccessivamente preoccupata dell'aspetto, giudica le persone in base a quello, dà dei nomi come complimenti, brusca, sottomette, passa ore col cellulare in mano, fa cazzate e se ne compiace, non conosce la diplomazia. Io: passo più di quanto vorrei a fare shopping per cercare quello che non va di moda, trascuro l'aspetto (così dicono! Ma a me non sembra), ho l'odio facile, ho un linguaggio troppo colorito (di parolacce, ovviamente), scontrosa, mi atteggiavo a paladina della giustizia fino alla nausea (ho smesso), non butto il cellulare dalla finestra solo perché l'ho pagato, faccio cazzate ma almeno non me ne vanto, non sono neanche diplomatica: faccio direttamente finta di niente, finché si può. Oppure tolgo il saluto. Potrei andare avanti così per ore, ma scenderei nel personale e non voglio. Più che altro adesso vorrei far notare tutti i suoi difetti fisici, visto che lei tiene tanto a conto quelli degli altri. Ha delle exte (alla giapponese perché è più bello) che sembrano peli di coda di cavallo slavati e mal attaccati, ha dei pantaloni a vita bassa che fanno saltar fuori ciccia, peli superflui e mutande (a volte anche due paia), e il suo abbigliamento è discutibile. Ed è meglio per tutti che mi fermi qui. A volte poi ho l'impressione che non capisca il valore delle cose, che non si sforzi neanche un minimo di capire le persone e che non le interessi nulla oltre il suo mondo di vestiti e cazzi. So che la sua vita non è tutta rosa e fiori, ma se per questo neanche la mia. Insomma, il passato fa paura ad entrambe, non è solo lei ad avere dei problemi. Ma ognuno ha i suoi. Poi io che ne so di cosa c'è dentro di lei? Forse sto facendo un enorme sbaglio, lo riconosco. Questo è successo l'altro giorno... 'Lei' dixit: non mi toccare il ginocchio! M. respondit: eh scusa, non l'ho fatto apposta. 'Lei' dixit: [faccia da porca, sorrisino] sai, mi fa un cero effetto... Seva di buon umore dixit: ah, a un mio amico quell'effetto glielo fa... *omissis per privacy, ma sappiate che è un posto inusuale* 'Lei' respondit: [faccia da porca, tono di voce da 'questa povera scema'] ma io parlavo di qualcosa di meglio Seva dixit: [parafrasando la nonnina de 'La Fabbrica di Cioccolato'] io invece parlavo di libellule. E molti altri episodi simili (questo è il più recente tra i citabili, ma è al limite della decenza). Adesso dovrei forse concludere scrivendo ti voglio bene? Magari un'altra volta, eh. E che questo non segni necessariamente la fine della nostra amicizia. Sevaowen . 18:13 giovedì, 01 febbraio 2007
Non capiscono un cazzo. Nonostante abbia tremato alla promulgazione della legge Fioroni, ultimamente ero tranquilla, perché credevo che i miei professori sapessero che io mi impegno e altro e che al consiglio di classe si sarebbero messi una mano sulla coscienza che mi avrebbero dato anche un infimo aiuto, ed ero sicura che mi avrebbero ammessa alla maturità. Ora non so se questo avverrà o meno, ma la situazione attuale mi fa credere il contrario. Oggi è arrivato il pagellino. E questo nuovo preside non può stare nel suo ufficio e fregarsene come faceva il precedente, no. E' venuto a consegnarci quella carta straccia di persona, cosa che una volta aveva fatto il vice preside, ma tra loro due c'è una sottile differenza: il vice è umano. L'headmaster mi ha detto che, con quelle due insufficenze, non sarei stata ammessa alla maturità, a meno che non ci fosse una motivazione valida. Non mi ha fatto né caldo né freddo, perché la motivazione valida ce l'ho: ho nove di inglese e bei voti di francese e spagnolo (non so esattamente che voto perché per un motivo che illustrerò dopo non li ho guardati) e insufficenza di biologia e matematica. Ma siamo al linguistico. Ho pensato che i miei professori mi avrebbero difesa e ammessa alla maturità, ma mi sono dovuta ricredere quando ho visto il mio voto in condotta: otto. Perché? Quando tutti parlano e io sto zitta. Quando tutti armeggianpo col cellulare e io al massimo mi distraggo leggendo estratti di libri sulle antologie. Quando tutti fanno in modo di sedersi il più lontano possibile dalla cattedra (vai in corridoio, già che ci sei) e io mi siedo volontariamente in prima fila. Quando tutti si dimenticano dei compiti e io li faccio sempre. Quando tutti copiano durante le prove e io l'ho fatto due volte in vita mia, e comunque solo due domande. So che gli onesti e i leali non fanno strada, ne ho preso atto da un bel po', ma questo non autorizza certo comportamenti infantili. E in paga ho un otto in condotta. Cosa posso dire ancora? GRAZIE MILLE. Poi l'infame ha chiamato a ritirare quella cartaccia la più brava della classe, dopo aver fatto strage, perché io non sono l'unica in questo stato. Beh, le ha anche detto brava! Stronzo. Questo è disumano. Noi sapevamo di non avere voti eccellenti, e lui ce l'ha ribadito, in modo anche piuttosto brusco e privo di tatto. Non sapevamo di essere così malmessi. Lei sa di essere bravissima etc, e lui gliel'ha detto davanti a noi. Forse non voleva umiliarmi, ma ci è riuscito pienamente. Questa poi non è intelligente. E' solo una che passa la vita sui libri. Io non ho la pretesa di dirmi intelligente, ma forse mi ci avvicino più di lei, visto che senza mai aprire un libro di inglese ho nove, mentre lei studia più di quanto non respiri eppure di inglese, che è una materia che non basta studiare per filo e per segno, ha un misero sei. Scommettiamo che però lei ha nove in condotta? E poi sapete, il preside il mio nove non l'ha visto. Nonostante sia l'unica della classe ad averlo. Una volta ho incontrato una mia compagna di leva sull'autobus. Una che si voleva iscrivere a Rifondazione Comunista. Io non ho nulla contro Rifondazione, anzi. Ma puoi iscriverti già ad un partito? Secondo me iscriversi ad un partito alla nostra età è una gran cavolata. Siamo al mondo da più o meno diciotto anni e capiamo qualcosa di politica e di storia da molto meno. E' impossibile avere le idee chiare. Io infatti voto solo in onore alle suffragettes, che hanno fatto tanta fatica per i diritti delle donne. Per nessun altro motivo. Comunque non è questo il punto. Io e questa ragazza abbiamo parlato della legge Fioroni. Le ho detto che la trovo ingiusta e lei si è incazzata. Io quando prendo un cinque studio e lo recupero. Certo, tesoro. Se non attraversi mai periodi di merda in cui studiare è davvero impossibile come capita a volte a me, buon per te. A me capita di prendere dei due, altro che dei cinque, e recuperarli è un calvario. Eppure non sono certo una fanega. Ma non tutti possono capire, e lei è tra questi, così come la mia brava compagna. Sono così curiosa di assistere al dibattito su di me al consiglio di classe senza essere vista. Magari potessi. Mi sto rovinando e mi sto perdendo un sacco di cose belle per inseguire un futuro anche migliore, che adesso è sempre più distante. Fino a stamattina mi vedevo a breve seduta in un aula universitaria ad ascoltare una lezione di giapponese, circondata da persone nuove e migliori [al fine di evitare incomprensioni e litigi, come è già successo e chiedere scusa dieci volte non è servito a nulla, ci tengo a specificare che quando scrivo persone migliori intendo dire persone migliori dei miei compagni, dei miei professori, etc. Nessuno dei miei amici deve sentirsi offeso, tanto sapete quando vi adoro e non scriverei mai simili cattiverie su di voi. Ok?] e magari di nuovo innamorata. Adesso mi vedo al lavoro. Se non altro almeno quello, grazie ad un calcio nel culo, ce l'avrò. Ed è ingiusto che io che non lo voglio ce l'abbia lì che mi aspetta dietro l'angolo, così come è ingiusto il mio otto in condotta, la legge Fioroni e il fatto che IO non venga ammessa all'esame di maturità. Nessuno è più capace a riflettere. Sevaowen . 14:38 |
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