playlist


MusicPlaylist
MySpace Music Playlist at MixPod.com



Seva

Utente: Sevaowen


Ventunenne distratta, sognatrice, pagana, studentessa di orientalistica, fotografa amatoriale e traduttrice in erba. Sto sulle scatole a molti e i motivi non sono chiari, però ricambio volentieri. Volevo dire una cosa, ma l'ho scordata.

trait snapshot:
introverted, irritable, feels invisible, observer, depressed, does not enjoy leadership, reveals little about self, dislikes large parties, feels undesirable, does not like to stand out, submissive, suspicious, emotionally sensitive, not a thrill seeker, solitude loving, likes silence, fragile, second guesses self, negative, unadventurous, fearful, weird, focuses on people's hidden motives, paranoid, phobic, dependent, cautious, avoidant, semi intellectual


stuff





Photobucket



-占い-
>

poupeegirl fashion brand community



moon phase


avete detto...
Sevaowen in Divertitevi.
utente anonimo in Divertitevi.
Sevaowen in 尾崎豊
utente anonimo in 尾崎豊
Sevaowen in Diamonds and Rust
gibe1 in Diamonds and Rust

Archivio
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---


animalismo
blog
cest la vie
concerti
cose serie
daigaku
fantasmi ecc
fotografia
hyde
ipse dixit
j-rock ecc
jihaku
larc~en~ciel
love~love
lyrics
manga
manicomio
no comment
nonsense
persone stupide
reviews
ricordi
ridicoli sfoghi
sogni
sol levante
soprannaturale
test
traduzioni
tv dannosa
viaggi
web
yee
yokai

visite
*loading*

Links

2005~2006
Anabasis
Aniel
deviantART
I Can Feel
JaME Italia
Oh mon dieu
Twitter
VAMPS




Credits
things is © xPandorax
you can find it at TxT
edited by Sevaowen
image © bluebison.net




giovedì, 22 marzo 2007

Stamattina ho disgraziatamente visto un video di Avril Lavigne, uno che non avevo mai visto, una canzone del nuovo album. Mi ha scioccata. Ci tengo a specificare che io non guardo mai MTV. Al massimo il martedì sera, se non c'è Mai Dire Martedì. Però stamattina mi sono alzata prima del solito e avendo un po' di tempo a disposizione ho deciso di ascoltare un CD. Ora, di solito ascolto i CD dal lettore DVD, semplicemente per abitudine. Per usare il lettore DVD devo accendere la tv, no? Ma il lettore non funzionava. Così ho messo un canale a caso e sono capitata su MTV. Vedendo che si trattava di un nuovo video di Avril Lavigne, ho lasciato perdere il DVD, spinta dalla curiosità. Devo dire che è stato altamente disgustoso. Non è mai stata una grande cantante rock, ma era guardabile e ascoltabile. Ha pubblicato il suo primo album, Let Go, quando io avevo solo quattordici anni. Già allora io e alcuni miei amici ci trovavamo d'accordo sul fatto che la sua musica non fosse rock, o almeno non era rock genuino. Per me è sempre stata troppo commerciale, eppure in un certo senso l'ammiravo, e non ne ho mai fatto segreto. Era bella, si vestiva in modo originale e le sue canzoni erano comunque carine. Quando poi è uscito il suo secondo album io ascoltavo già tutt'altro, ma anche il secondo album non era male, e i suoi video mi sono sempre piaciuti. Tipo My Happy Ending. Girlfriend invece, il video che ha distrutto la mia giornata, è orrenda. Sembra una canzone di Britney Spears con una chitarra elettrica in sottofondo. Per farvi capire poi l'orrore del testo, ne cito alcuni passaggi magistralmente tradotti da me (e non è difficile tradurli bene... il lessico corrisponde più o meno a quello di una dodicenne). Ovviamente ometterò i numerosi hey hey e you you.
La tua ragazza non mi piace {deve piacere a te? No. NDT}
te ne serve una nuova
la tua ragazza potrei essere io
[...]Lei è come chiunque altro
puoi fare molto meglio
penso che dovremmo stare insieme adesso
ed è quello di cui parlano tutti
Non voglio proseguire. Il tutto è coronato da un video piuttosto banale dove lei appare con i capelli biondo platino decorati da ciuffetti rosa e un abbigliamento che ricorda quella di Belli Dentro, quella in verde acido, fucsia e leopardato. Alle sue spalle dei cuori enormi e fucsia con degli ossicini. Non so se mi spiego: il teschio, solo che al posto del teschio c'è un cuore. Per tutta la durata del video c'è un ragazzo carino ma uguale a molti altri, diciamo che è il prototipo di cantante emo e sembra più britannico che americano. Costui esce con una ragazza altrettanto carina ma vestita in modo orrendo: ha i capelli di un bel color pel di carota, gli occhiali spessi come fondi di bottiglia, maglioncino rosa, gonna scozzese fino al ginocchio, calzettoni bianchi e scarpette con la fibbia. Poi c'è l'altra, quella che cerca di distruggere la loro storia: capelli neri, frangia lunga, maglia nera con un teschio e le maniche bianche, cintura con le borchie, pantaloni neri. Anche lei è molto carina e ispira simpatia. Finché non comincia a rompere i coglioni. Allora la simpatia va tutta verso quell'altra. E lui è un pirla che sta con quella che in quel momento si trova più vicina a lui. Insomma, nulla a che vedere con video come quello di Sk8er Boy, che riesce ad emozionarmi ancora adesso. Avril Lavigne ormai è solo una poser. Se un video del genere lo avesse fatto prima (e non lo avrebbe fatto, perché allora la sua produzione musicale aveva ancora un senso) la vittima sarebbe stata una prep e non una povera ragazza indifesa. Sembrano delle ragazzine che si scannano per un ragazzo, si suppone che le donne siano un po' più serie. Questo mi preoccupa: significa che questo video è rivolto a masse di ragazzine che in quanto tali hanno una mente malleabile e vedere queste scene farà credere loro che tenere un comportamento simile sia giustificabile. Non credo che la tv influenzi più di tanto i giovani, per farmi capire: se un quattordicenne guarda the Texas Chainsaw Massacre non farà una strage con la motosega, infatti credo che la violenza sugli schermi non abbia gravi conseguenze. Ma le cose di tutti i giorni, come la contesa di un ragazzo, quello sì. Questo video rende giusta un'ingiustizia, e io sono dalla parte dei più deboli.
Ed ecco le prove dell'inesorabile declino di Avril. Ovvero come a volte il successo rovina le persone.

.Prima.


.Inbetween.


.Dopo.


Spero di essermi spiegata. Che orrore.

Sevaowen . 15:14



✩✩✩


lunedì, 12 marzo 2007

Siccome tra due settimane a quest'ora sarò intenta a preparare la valigia in vista di quella che spero sia l'ultima delle mie gite scolastiche (a meno che non mi ammettano alla maturità, e non è una cosa così impossibile), voglio dedicare un post al ricordo di ogni mia gita passata (escludendo quelle che si sono esaurite nel giro della giornata) e se ne avrò voglia anche a cosa mi aspetto dalla prossima. Nya.

Giorni imprecisati di febbraio 2000 . Rhêmes Notre Dame {Valle d'Aosta}
Mandare tre giorni in gita dei marmocchi di undici anni è una follia. Ma non la pensavo così quando sono partita verso la montagna insieme a quei pochi che, come me, avevano ottenuto il permesso dei genitori. Le conseguenze sono state drammatiche. Adesso posso anche riderci su e non parlerò certo di traumi infantili, perché quelli appartengono agli anni Novanta. Dunque... all'epoca ero ancora una bambina, come la maggior parte degli undicenni. Anche nel corpo. E quelle simpaticone delle mie compagne di stanza non facevano che rinfacciarmelo. Eh! Et bien...? Non è una perdita di sangue che segna la maturità mentale, purtroppo (alcune donne non ci arrivano neanche con la menopausa). Però Annalisa, che aveva degli assorbenti in valigia, si divertiva a misurare il mio livello di maturità e a darmi il voto. Mi piaceva un essere disgustoso che si chiamava Andrea, ma non è lo stesso che mi piaceva l'anno dopo (è che sono abbonata a quel nome, a quanto sembra). Oltretutto mi dava del cesso. Ma ti sei visto, balengo? Lui e la sua ragazza trovavano particolarmente divertente cercare di spaventarmi dicendo che vicino all'albergo c'era un assassino che uccideva quelli vestiti di bianco (io sciavo tutta in bianco, che carina). Immatura, come tutti gli undicenni, lo ero. Scema no. Mi sono appena resa conto che il mio diario di allora era già un deposito di parolacce, quindi non è un'abitudine nuova per me.

Giorni imprecisati di dicembre 2000 . Rhêmes Notre Dame {Valle d'Aosta}
A questo punto devo precisare che il nostro preside, che non nominerò, era maledettamente fissato con la montagna e per ben tre anni siamo andati in gita nello stesso posto. A sciare. Che è uno sport stupendo, ma allora ruzzolare davanti a tutta la classe non era la mia massima aspirazione. Stavolta non eravamo più un gruppo di marmocchi undicenni e scatenati, eravamo un gruppo di marmocchi dodicenni e scatenati. Perciò un'altra follia di tre giorni. Il primo giorno l'ho passato a litigare con le altre ragazze e passeggiare guardando le stelle cadenti. Credo che il mio primo contatto con l'alcol abbia avuto luogo la sera successiva: ho bevuto un po' di spumante perché era il compleanno di Bau, senza ubriacarmi, e poi ho dormito benissimo tutta la notte. Ho riso, perché la grassona della classe non ha frenato in fondo ad una discesa e ha buttato a terra uno dell'altra classe stile valanga. In quel periodo ero davvero convinta che una volta finita l'università (avevo solo la licenza elementare, dovevo ancora ottenere quella media e il liceo era solo un miraggio, eppure già ci pensavo) mi sarei trasferita lì. Come no, con tutto il lavoro che c'è in quel paesino sperduto. Piuttosto resto ad Asti. Avevo le idee chiare, ipotizzavo una vita da zitella in carriera. Sullo zitellume, mi sa che avevo già indivinato a dodici anni.

Giorni imprecisati di gennaio 2002 . Rhêmes Notre Dame {Valle d'Aosta}
Questa è la gita con la documentazione più dettagliata (almeno per quanto riguarda quelle delle medie). Allora... il primo giorno mi è giunta la notizia che Andrea (che in questo caso è un'altro, non lo stesso di prima, comunque quello che mi piaceva) aveva baciato appassionatamente quella che odiavo. Evviva. Intanto io stringevo amicizia con uno dell'altra classe. Il secondo giorno, sciando, sono uscita di pista e finita sul ghiaccio, ma resistendo stoicamente sono rientrata in pista poco dopo senza perdere l'equilibrio, alla faccia di chi mi dà dell'imbranata. Quel giorno ho conosciuto colui che non ho dimenticato fino al 2004. Ero in camera con Maria Assunta, Chiara e Marta. E la IIIB era davvero una banda di scatenati infatti, al fine di evitare baccano notturno e ciao ciao alla cauzione, ci hanno confinato nella dependance. Che era davvero carina. La notte sgattaiolavo fuori, e se dopo un'attenta osservazione delle stelle ero ancora annoiata fuggivo lungo le vie buie del paese, camminando trasognata tra i muri di pietra e la neve. Quando poi tornavo dove sarei dovuta essere, sentivo quella canzone orribile che allora era un tormentone giungere fortissima dalla stanza dove tutti si riunivano e dove io, tanto per cambiare, non ero. E tornavo in quella stanza buia. Ho solo una foto di questa gita, dove io e Maria Assunta siamo sedute sul letto e tra di noi c'è Francesco, ognuna di noi due gli dà un bacio sulla guancia, io da un lato e lei dall'altro, e dietro c'è Luca che fa le corna. Mah.
. Quote .
Maria Assunta dixit: che schifo! Cos'è quella macchia in cima alla doccia? Sangue mestruatico?
Seva tredicenne respondit: certo. In cima alla doccia.

24 - 27 Marzo 2003 . Maremma etrusca {Toscana}
Non capisco questa mia testardaggine. Vado in gita anche quando non sto bene con la classe. L'albergo era a tre km dal centro storico di Pitigliano, e la gita dedicata soprattutto al trekking. Un posto bellissimo, ma la compagnia lasciava a desiderare ancor più rispetto a quella delle medie. Ero in camera con Maria Assunta, Monica e Simona, che nel cuore della notte imprecava per un'unghia rotta, cercando disperatamente il beauty. Quando dico che la compagnia lasciava a desiderare non mi riferisco alle mie compagne di stanza, sia chiaro. L'episodio dell'unghia ci ha fatto ridere per anni. L'hotel era quasi peggio di quello delle medie ed era situato in mezzo alla campagna. Così trovare la via di fuga è stato perfettamente inutile (ovviamente l'avevo trovata io). Siamo anche stati alle terme naturali di Saturnia, a Bolsena e al karaoke del paesino, a cantare Jeeg. Per il resto, solo immagini sbiadite.

8 - 12 Marzo 2004 . Roma
Allora non mi è piaciuta, ma ripensandoci adesso fu tutto terribilmente romantico. Romantico nel vero senso della parola, non nel senso di cuoricini e passerotti, come ritengono alcune delle mie compagne di classe di adesso. Qualcosa a metà tra Romanticismo e Realismo. Albergo a due stelle, situato in un quartiere poco raccomandabile. Il gusto con cui era stata arredara la hall era discutibile, con i muri rosa e le poltroncine rosse, ma tutto sommato decente, rispetto alle camere. Non ho ancora stabilito se la nostra somigliasse più ad un corridoio, ad un loculo o ad un pullman, lunga e stretta com'era, con il soffitto altissimo e a volta, i muri color avorio (o forse giallo scolorito dal tempo) e il lampadario di cattivo gusto ma che nel contesto stava bene. La moquette era blu, con i disegni geometrici scoloriti e impolverata almeno quanto le tende marroncine e le coperte decorate da fantasie floreali. Le imposte e l'armadio erano, ovviamente, rotti. Avevamo quasi paura ad aprire la porta del bagno. Eravamo in cinque, quelle dell'anno scorso + Rossana. E io cercavo continuamente un contatto con lei, sperando in un bacio, o sperando che dormisse nel mio letto. Mi ha dato della lesbica pervertita, ma anche lei in quei giorni non scherzava. Aprivo la finestra e vedevo tram, pullman, gente a piedi, vita frenetica. Mi ricordo bene la visita al Colosseo, quel bellissimo ragazzo biondo, il ristorante dove ci hanno servito la pizza surgelata e riscaldata, e il pranzo sulla via trafficata. Ricordo il mare lungo l'autostrada. Mari e Momo litigavano per decidere chi doveva andare a cagare per prima. Simona si lavava i denti nel bidè. "Cambierete, cambierò, ma le adolescenti che chiacchierano nel cuore della notte rimarranno nelle donne di un futuro, completando la figura di persone arrivate." {Rossana}. Aprire i cassetti della memoria alla ricerca di ricordi può sembrare una buona idea, ma non lo è affatto, nonostante io tenda a cancellare eventi brutti di poco significato ci sono sempre i diari a testimoniare, oh mon dieu
. Quote .
Maria Assunta dixit: ma quanto mangi?
Momo respondit
: e tu allora, le patate? Eh!

18 - 23 Aprile 2005 . Madrid {Spagna}
Madrid e non solo. Specifichiamo: la classe che rideva nel cuore della notte romana è stata smembrata, Mari, Momo e io eravamo alla deriva, con questa nuova classe, bevendo e fumando nella notte madrileña. Il primo giorno è stato tutto un viaggio, ma mi sono divertita a guardare i mulini a vento, se così si chiamano, lungo l'autostrada. Al tramonto siamo arrivati all'albergo di Salou (vicino a Tarragona). Mi ricordo benissimo quella sera: la corsa in spiaggia, i piedi nell'acqua gelida, le foto. Poi al pub stile irlandese, dove però bevevamo sangria. Il rientro in hotel cantando per le vie deserte e il resto della nottata su un balcone e poi sull'altro, con la compagnia del rumore del mare e dei compagni, non proprio in me. Il giorno dopo a Valencia e poi a Madrid verso sera, e io dal balcone conversavo in spagnolo con dei ragazzi sotto. La fiabesca Toledo e l'Hard Rock Café, dove Momo mi faceva vedere i Duran Duran degli anni Ottanta. Durante il viaggio di ritorno verso l'Italia ci siamo fermati a Barcellona e abbiamo dormito a Lloret de Mar (dove ci sono solo vecchietti francesi). Il pullman poi, essendo rosa Barbie, si è rotto. Questa è stata la mia prima volta all'estero e la prima gita in un albergo decente. Di notte sentivo un vago desiderio di aggregarmi ai miei compagni nelle altre stanze, ma sono troppo asociale per farlo. Così le voci di corridoio sulle cavolate delle gite scolastiche arrivano ovattate alle mie orecchie. Ma io sono così. Tutte le sere accendevo la tv e guardavo 'La Bruja Aburrida' (la strega annoiata). Divertido. Al Parque del Retiro abbiamo dormito sull'erba sotto il sole, dopo una buona birra. Come straccioni. E mi sono innamorata della Spagna.

27 - 31 Marzo 2006 . Parigi {Francia}
La prima gita dove mi sono servita di una macchina fotografica digitale. Infatti i ricordi sono molti, anche qualche filmato. In pullman il sottofondo musicale era ben studiato, arrivati a Parigi ci siamo commossi con la musica di Amélie Poulain. L'albergo era molto carino, anche se situato in una zona non proprio bellissima e un po' fuori mano. Era il periodo dei disordini, degli scioperi contro quella legge sui contratti di lavoro. C'era anche Sandra con noi, la ragazza norvegese. Tutta Parigi sembrava un sogno, anche i magazzini Lafayette. Io e Momo abbiamo passato un pomeriggio intero là dentro, inseguendo l'insegna di Lafayette Gourmet, ma senza mai arrivarci. Anzi, ci siamo anche perse. Quella sera la Tour Eiffel era chiusa, allora abbiamo fatto una passeggiata e l'abbiamo guiardata da lontano. Ho pensato che se ci fossi salita, non l'avrei mai vista da lì, e che mi sarei persa una gran cosa. Camminare lungo la galleria degli specchi di Versailles, sogni realizzati. Poi di nuovo l'Hard Rock Café, con la band che suonava dal vivo (che bello il cantante) e le foto di Maria Assunta col mio rossetto viola, che addosso a lei per qualche arcana ragione era fucsia. Le sciocchezze e le risate sulle scale esterne del Louvre, con i miei compagni che imitavano un misto tra Domenica In e Buona Domenica. Poi Montmartre e la pioggia, la cima della Tour Eiffel e il vento. E cantare a squarciagola canzoni italiane per le strade. Come ubriaconi. Maria Assunta si chiudeva nell'armadio ballando.

Sevaowen . 17:22



✩✩✩


martedì, 06 marzo 2007

E io dovrei curare il mio aspetto? Prima devo farmi curare. L'ultima novità è che un'insegnante mi ha consigliato qualche seduta da uno psicologo. Apprezzo il gesto, perché finalmente qualcuno mi ha davvero detto quello che pensava: tu devi farti curare. Non ha detto esattamente questo, ma la sostanza è quella, e cambia significato a seconda di chi me lo dice, può essere un consiglio spassionato o un insulto. Oggi era un consiglio. Speravo di riuscire a risolvere i miei problemi da sola, non con l'aiuto di un perfetto sconosciuto che oltretutto sarebbe lo psicologo offerto gratuitamente dalla scuola, quindi uno psicologo della mutua. Piuttosto, quando avrei davvero toccato il fondo, avrei preso una buona dose di valeriana. Perché il mio problema è quello. Un'ansia assurda, inutile e opprimente. A volte, quando voglio intervenire nel dibattito o nella spiegazione in classe, al solo pensiero mi viene il batticuore, arrossisco, mi sembra di sudare freddo, mi tremano le mani. Tutto questo ancora prima di formulare la frase. Se poi per grazia divina riesco a parlare, lo faccio il più velocemente possibile, mangiando le parole. Purtroppo questo me lo trascino sempre anche fuori da scuola, così se dico una cazzata, forse nessuno se ne accorge. Ultimamente ero convinta di stare migliorando, ma sembra che anche quando mi sento tranquilla e controllo la parlantina l'impressione che gli altri hanno di me è sempre la stessa: questa ha bisogno di un calmante. Sedatela!

Così è inevitabile chiedermi quando e perché tutto questo è cominciato. Verso la fine degli anni ottanta, o nei primi anni novanta c'era una bambina vivace e curiosa, che aiutava gli altri a socializzare. Sì, proprio io, ho aiutato molti bambini ad aprirsi agli altri, a trovare degli amici. Un po' per mio piacere personale, un po' perché me lo chiedevano le maestre. E allora, perché adesso questa stessa bambina deve andare dallo psicologo per calmarsi e fidarsi degli altri? Perché nel 1995 ho incontrato il bambino più stronzo che si possa incontrare, che mi ha sconvolto la vita almeno per i dodici anni a venire, Daniele. Complimenti, davvero. Se per disgrazia lo incontrassi di nuovo lo picchierei fino a fargli cadere tutti i denti, a gonfiargli la faccia come un canotto e a fargli diventare viola la pelle. Maledetto balengo. Che i bambini si prendano in giro tra loro è normale, ma tra me e questo... 'coso' era diverso. Diciamo che sono stata vittima del bullismo a livello di scuola elementare. A volte siamo arrivati alle mani, e ovviamente lui ha sempre avuto la meglio. E le mie 'amiche' non mi hanno mai aiutata. In quella scuola di campagna piccola e con pochi alunni non ho mai trovato una soluzione. Una volta mi ha picchiata in bagno, stavo riuscendo a scappare, ma l'unico modo di mettermi al riparo sarebbe stato entrare nel bagno, dove quelle due troiette stavano facendo i loro bisogni, e mi hanno chiuso la porta in faccia, o per essere precisi, mi hanno chiuso metà braccio in mezzo, mentre quello mi riempiva di lividi nelle parti del corpo disponibili. Poi ore e ore a piangere da sola. Oltretutto, lui era un pirla. Ma un pirla vero, un pirla cronico, un pirla con la 'p' maiuscola. Poi non so che altro mi abbia fatto per portarmi a questi livelli, perché grazie al cielo non me lo ricordo. E quando nel 1999 (ho un'ossessione per le date, soprattutto se si tratta del secolo scorso) ho messo piede alle medie ho incontrato chi ha provveduto ad aggravare la situazione. Ogni giorno dicevano o facevano qualcosa, intenzionalmente o meno, che mi faceva stare male. E io sono una che sulle cose ci rimugina a lungo. Ma nonostante tanto pensare, non ho mai capito perché queste persone che per me non contano nulla mi hanno rovinato se non la vita, l'adolescenza. Non capisco. Sarò scema davvero? Forse avevano ragione, e si sa, la verità brucia. Eppure Daniele era un cretino, omofobico già a otto anni e un arrapato che si eccitava a sentir dire 'genitivo sassone', uno con una gran carriera da stupratore davanti; E. invece aveva davanti una gran carriera da gangsta bitch, in quanto troia dispotica; D. era una ragazzina piena di problemi ma non è certo un'autorizzazione alla violenza, stupida; tutti gli altri non meritano neanche di essere menzionati. Mi sento una merda a parlare di queste cose qui, ma sappiate che non cerco compassione, né consolazione. Cerco solo un modo di sfogare quello che in dodici anni non ho sfogato. Forse, se riuscissi a liberarmene, mi libererei anche di molti problemi. La domanda è: chi aveva ragione? Io o loro?
Per questo ho sempre bisogno di maledette conferme che, ovviamente, non ho mai. Anzi, mi sentirò ancora più stupida, con tutti quelli che hanno problemi ben più gravi dei miei. Ognuno dovrebbe salvarsi da solo, ma non riesco a non essere minimamente solidale.

Oltretutto, questo può essere considerato un tema di attualità. Nonostante appartenga al secolo XX.

Sevaowen . 12:54



✩✩✩


lunedì, 05 marzo 2007

Ad ottobre camminavo da sola lungo i corridoi della scuola. Allora ero ancora in succursale, i muri erano grigi e con poche finestre, i corridoi lunghi, stretti e freddi. Ogni tanto la incontravo, ci guardavamo per un attimo, fine. Come due prefette sconosciute, esattamente quello che eravamo. Ma sedendo sulla finestra del bagno o rientrando in classe non riuscivo a cancellare dalla testa i suoi capelli rossi, gli occhi azzurri, quell'ossessione per le righe.
Nel mese di novembre sono stata invitata ad una festa. Ci sono andata vestita di tutto punto, convinta che avrei incontrato una certa persona e invece ho incontrato lei. Ero contenta nella mia maglia nuova, così con una certa fiducia, per una volta, nel mio aspetto, sono entrata nel locale per prima spalancando con decisione la porta. Poco distante da me ho visto delle Converse nere, pantaloni bianchi, maglia di Jack e sotto una maglietta a righe gialle e nere... lei ha spalancato gli occhi davanti all'espressione ebete che probabilmente avevo, e per la prima volta ci siamo salutate.
Come poi ha detto più tardi sua madre, è stato un colpo di fulmine. Siamo uscite insieme molte volte, ora i miei amici sono anche i suoi, e lei mi confida quello che prova per un ragazzo. Che oggi ho incontrato insieme a lei e ad un altro fuori da scuola (tra l'altro dopo lo speaking del FCE).
Vederla con lui, anche se non stanno insieme, mi irrita. Sono iperprotettiva nei suoi confronti, temo di aver inconsciamente cominciato a considerarla come la sorellina che non ho. E' entrata nella mia vita da pochi mesi ma è già così importante. Tempo fa le ho perfino fatto scrivere un messaggio ambiguo a questo ragazzo, giuro che non avevo secondi fini, ma intanto l'ho fatto e in seguito mi sono sentita una stronza.
Adesso sono qui ad ascoltare a ripetizione delle canzoni che mi ha passato lei. In realtà le sto ascoltando a ripetizione anche perché quest'uomo ha la voce più sexy che io abbia mai sentito, dev'essere una prerogativa degli uomini del Mediterraneo. Rimane il fatto che sono maledettamente morbosa.

Senza contare il fatto che ultimamente Josephine ha dato di matto. Non dirò nulla perché l'identità di Josephine è segreto di Stato, ma credo che quella vera sia stata rapita dagli alieni e sostituita da una copia malfatta. Non mi aveva mai sorriso né trattato così bene. Rischio di spaventarmi. Fosse andata così anche con Françoise.

Quella del FCE mi ha detto 'lexotan'. Io non capivo, e pensavo allo Svarione degli Anelli, alla parodia di Saruman. E invece voleva dire di calmarmi. E' davvero il caso di dirlo: OH MON DIEU.

A la mierda!

Sevaowen . 17:18



✩✩✩


venerdì, 02 marzo 2007

Dopo lunghi post sulla mia carriera scolastica, sento il dovere di aggoiornare il blog su questo argomento.
La mia situazione scolastica non è mai stata soddisfacente come in questi giorni, speriamo che duri. Ieri sono stata alla SAA di Torino per l'orientamento e ho fatto una scelta per l'università. Mi iscriverò sicuramente a Lingue e Letterature Straniere, corso lingue e culture dell'Asia e dell'Africa, curriculum yamatologico. Il problema è cosa studiare accanto al giapponese. Sono indecisa tra inglese e spagnolo, ma ho tutto il tempo che mi serve per decidere. Ieri Minnih, Cri, Sana, Momo, Fe, Mari e io abbiamo preso il regionale delle 11 per Torino, dove siamo arrivate dopo mezzogiorno, abbiamo pranzato in stazione e poi preso il pullman n. 35 per tornare praticamente a Lingotto. Ci abbiamo messo un po' per trovare il posto, ma alla fine siamo arrivate in orario. C'era molta gente, troppa per i miei gusti. Per la prima volta, seguendo le indicazioni, ho messo piede in una di quelle aule universitarie a gradoni. Era l'aula magna, ed era una scatola di sardine, ma ho trovato lo stesso un posto a sedere accanto a Rossana. Alla mia destra invece c'era una ragazza bionda del liceo scientifico, con cui io e Rossana abbiamo parlato e scherzato a lungo. Ho ascoltato Lettere e Filosofia e stabilito definitivamente che non farò quello. Durante la presentazione della Facoltà di Lingue davanti a me c'era una ragazza che dimostrava forse un po' meno di 18/19 anni (in effetti anch'io sembro più piccola di quello che sono) che disegnava facce e faccine da manga al fonto del libro dell'orientamento. Credo proprio che me la ritroverò al corso. Cristina è scappata con Luca e Momo con Mari.
Alle sei meno un quarto siamo uscite (tra gli ultimi). Siamo arrivate in stazione con tutta calma ma ovviamente abbiamo sbagliato treno. Ad Asti siamo arrivate comunque, ma passando da Carmagnola, Bra, Neive, ecc., invece della solita, comodissima strada che passa da Trofarello, Villafranca, Baldichieri. Alle nove ero in casa. Nonostante i treni, è stato bello.

Ora rimangono alcuni problemi pratici da risolvere, visto che sul funzionamento delle facoltà ne so ben poco e le informazioni che ho captato non sono molte. Stessa cosa en ce qui concerne gli abbonamenti del treno -farò la vita del pendolare. Ho già l'ansia. Devo organizzarmi. Presto.

Dicono che per imparare una lingua bisogna per forza andare sul posto. Secondo voi è vero? Io vorrei studiare in Italia e solo dopo, una volta che abbia un po' di soldi, viaggiare. Non posso sfilare altra grana a mio padre, dopo le tasse, l'iscrizione, i libri, l'abbonamento al treno e tutto il resto. Cosa ne pensate?

Adesso vado: comincio a scrivere l'email al punto informativo per i chiarimenti.

Sevaowen . 14:39



✩✩✩