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Seva

Utente: Sevaowen


Ventunenne distratta, sognatrice, pagana, studentessa di orientalistica, fotografa amatoriale e traduttrice in erba. Sto sulle scatole a molti e i motivi non sono chiari, però ricambio volentieri. Volevo dire una cosa, ma l'ho scordata.

trait snapshot:
introverted, irritable, feels invisible, observer, depressed, does not enjoy leadership, reveals little about self, dislikes large parties, feels undesirable, does not like to stand out, submissive, suspicious, emotionally sensitive, not a thrill seeker, solitude loving, likes silence, fragile, second guesses self, negative, unadventurous, fearful, weird, focuses on people's hidden motives, paranoid, phobic, dependent, cautious, avoidant, semi intellectual


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venerdì, 27 giugno 2008

Youniverse Personality TestYouniverse Personality Test


Sevaowen . 15:47



✩✩✩


sabato, 21 giugno 2008

Ho aggiornato la pagina delle fanlisting. Però dovrei ancora aggiungerne molte.
Che dire? In questo periodo non ho nulla di cui scrivere. E anche avessi qualcosa da scrivere credo che piuttosto che bloggare, studierei. Ancora due esami e poi sarò in vacanza!

Sevaowen . 17:33



✩✩✩


lunedì, 16 giugno 2008

Ecco una lista di prodotti testati sugli animali, così possiamo boicottarli.

Lista della morte


Ed ecco una domanda che ho postato su Yahoo! Answers alla quale vorrei che rispondeste numerosi.

Aria di vacanze, animali domestici a rischio abbandono...?

Sevaowen . 14:23



✩✩✩


lunedì, 09 giugno 2008

Post di dicembre 2006 che devo cancellare per contrastare lo spam. Lo riposto qui, sperando che non sia più raggiunto.

In quanto maniaca delle foto navigo attraverso le vecchie cartelle di foto scattate da me quasi tutti i giorni, e solitamente le mostro a tutti quelli che per loro sfortuna si trovino nei paraggi del mio computer. Tra le innumerevoli cartelle meticolosamente catalogate ce n'è una intitolata 'Leva 1988' (me classe 1988 <3). Non ho mai parlato della leva sul blog perché allora (agosto 2006) avevo il modem bruciato.
Molti dei miei amici, che sono anormali almeno quanto me, mi hanno chiesto: "perché fai la festa di leva?" che non è una domanda stupida, se rivolta a una che al posto della testa ha una playlist di musica rock ma soprattutto j-rock (e si sa, uno dei must di leva è la musica unza-tunza perché disgraziatamente sembra essere la musica preferita degli adolescenti di oggi), a una che ha completamente lasciato perdere il cristianesimo poco dopo la cresima (e V. è un paese minuscolo, e di conseguenza un paese bigotto nell'opinione comune de abitanti di città o campagne prossime -io appertengo alla campagna), a una che evitava i varigliesi come appestati, ecc.
La risposta è semplice: quando i miei amici di infanzia (abitanti di V.) mi hanno invitata, non ho saputo resistere. Volevo rivedere i miei amici di infanzia, compagni di scuola elementare, i luoghi dove in fondo sono cresciuta. Volevo capire cosa mi aveva spinta ad allontanarmi da tutto ciò (e poi ho capito che lì non c'è niente che non va, ma in città ci sono i miei amici più cari, e mi sono chiesta come ho potuto avere dubbi). Infine, io sono una gran sognatrice. Spesso sgattaiolavo nella parte disabitata di casa mia e ogni tanto incappavo nella bandiera di leva di mio padre... tra la polvere e le ragnatele, quei ricami, 'leva 1953', luccicavano ancora, e avevano un che di affascinante. Così ho subito aderito, anche con l'impressione di stare più che altro facendo compagnia a Gabriele, auto-proclamatosi capo leva. Ma non aveva importanza, tutto quello che volevo era far questa festa. In quella foto di gruppo malfatta davanti alla chiesa, ho un sorrisone talmente felice e sincero da non sembrare mio. Oddio, io so di essere anche capace ad essere felice, sono gli altri che se ne meravigliano.

Prima della festa ci siamo radunati spesso per prepararla. Non tutti i miei compagni comunque sono simpatici, ma io sopportavo, sopportavo e sopportavo, pur di far festa. La leva comprendeva anche qualcuno delle classi 1987 e 1989. Mi sono spaccata la schiena a fare tutte le scritte dell'88 per terra senza che nessuno mi aiutasse, e l'unico commento l'ho ricevuto da Giuliano e Vincenzo: "che tristi". Io non ho mai la risposta pronta, così li ho guardati male e sono tornata a casa, ma ora come ora risponderei 'che aggettivo idiota che usi'. Se non gli piacevano, potevano pure cambiarle. Fare delle aggiunte, se proprio ci tenevano. Poi è arrivato il momento di incollare le striscie tricolore con i nostri nomi, ma gli ultimi arrivati (v. Vincenzo) non avevano il nome stampato, quindi andava scritto a mano con l'uni-posca nero. E non un uni-posca di quelli buoni, ma uno di quelli che passano tre fogli. In quel momento le uniche ragazze presenti eravamo io e Cinzia, e il compito è stato affidato a noi, visto che in genere le ragazze hanno una calligrafia leggermente più bella. A volte poi anche io ragiono bene, e ho avuto il buon senso di non appoggiarmi al cofano (bianco) della macchina di Gabriele per scrivere (eravamo all'aperto), ma sono andata ad appoggiarmi al muro interno (molto ruvido) del peso per scrivere quel diminutivo assurdo, 'viky'. Io ho cercato di convincere quel ragazzo che 'vicky' con la 'c' era più bello, ma non c'è stato verso. Che diminutivo da finocchio poi (che nessuno la prenda come un'offesa, visto che anche io a volte ho strane tendenze e ammiro i gay per varie ragioni, però mi diverto a prenderlo in giro in questo senso) e forse è un gay represso, visto che poi durante la festa l'ho visto più volte comportarsi in modo lascivo con Giuliano. Fatto sta che mi sono impegnata per fare una bella scritta e alla fine le mie braccia imploravano pietà. Lui non è nemmeno sembrato particolarmente entusiasta del mio lavoro, o forse sono proprio io a non piacergli perché sono, o almeno cerco di essere, anticonformista, mentre lui sembra ciò che di più 'normale' o 'conforme' possa esistere. Al ritorno delle sltre ragazze, le scritte che rimanevano le ha delegate a Martina P., una biondina vestita alla moda con voce e risata da ochetta. Scema io che, invece di puntare a gente come me, punto a queste pecorelle. E persone così, che non vedono oltre il loro naso, ci provano solo con i propri simili. Forse lui non si è neanche accorto che sono una ragazza, e io non mi sono certo scomodata per farglielo capire. Ed ecco che Martina aveva incominciato la sua opera d'arte: poggiata sul cofano della macchina di Gabriele. Tra me e Cinzia è bastato uno sguardo per capirsi: 'questa è completamente scema'. Pensavano forse che io fossi masoschista e che mi divertissi a sgretolarmi le braccia? Poi ha sollevato la striscia, imbrattata con la scritta più 'plain' che io abbia mai visto. E il frocetto le ha ripetuto per tutta la sera "sei un'artista". Che modo patetico di rimorchiare una ragazza.

La prima sera di festa, il giovedì, per me è stato assolutamente entusiasmante a causa del rockfest, e in particolar modo di una band che adoro e che era presente. Forse è stata proprio la sera migliore, perché siamo saliti in cima alla collina e poi scesi in pineta urlanti e felici su un motocarro, e poi a reclamare vino per il vicinato. Oltretutto, con me c'erano Minni, Marcello, Giuditta e Max. Grazie tessori. <3
Potrei dilungarmi in descrizioni, ma ormai non è più il momento. Vale la pena di dire solo poche cose, ma dirò anche alcune cose che non vale la pena di dire, tanto per, ad esempio il commento di Vincenzo sulla musica rock, 'una merda'. Un corno, ma in fondo i gusti non sono discutibili (allora non la pensavo così però). C'è da dire che, reduci dai festeggiamenti per la vittoria della nazionale, la nostra leva è stata molto di ispirazione cacistica (i disegni sulla strada -e la vernice ce l'ha regalata mio padre-, magliette, ...) ma ad un certo punto ci hanno chiamati tutti sul palco. Il cantante ha ceduto per poco il microfono a Vincenzo, che ne ha approfittato per intonare la canzone che all'inizio era bella, ma ora è solo una sfida al buon gisto e all'originalità: il po-po-po. E Vincenzo ha rischiato di essere picchiato dal cantante metallaro. Il venerdì sera poi c'è stato il liscio, e il commento di Giuliano è stato qualcosa tipo "il liscio mi fa venire voglia di sesso". Andiamo bene. E' qui che è nata la nostra canzone più celebre:

contro leva topo di fogna/ di V. sei la vergogna/ noi alla leva facciamo baldoria/ e voi solo cercate rogna/ la vostra massima aspirazione/ è M. il culattone

E tutte le sere ci rintanavamo da qualche parte a scolare alcolici, e in particolare io mi attaccavo a una bottiglia di un liquore cremoso tipo bayleys o come cavolo si scrive, ma panna e fragola... questi sì che sono dolci ricordi. Il sabato sera progettavo sul serio di piazzare in mezzo alla pista per i seguaci dell'unza tunza una bottiglia di coca cola da due litri e riempirla di menthos (chi sa cosa succede rida, prego), ma non avrei mai potuto sprecare così coca cola o simili. La serata è diventata carina quando all'unza-tunza hanno sostituito il solito, sano revival e il latino-americano: ma prima di tutto ciò, ho incontrato il ragazzo che mi piaceva alle medie, Andrea. Ho cercato di provarci, ma Ivana, che è logorroica, impicciona e anche un po' ottusa non se ne andava. Ho sprecato una grande occasione per colpa sua. A festa finita ho affogato i miei dispiaceri nel solito liquore, ma passata la notte (appoggiata al tavolo), sono uscita barcollando. Ho camminato nei dintorni a lungo, ai margini del bosco, canticchiando pezzi di Mecano. Poi mi sono sdraiata sul muretto, e ci sono rimasta a lungo, guardando le stelle e ascoltando il vociare che ancora proveniva dal capannone. Ho camminato ancora fino in cima alla collina, e quando mi sono voltata a guardare l'orizzonte, ho visto il cielo cominciare a schiarirsi. E in quel momento mi sono sentita felice.
Ma la festa ormai cominciava a sfumare, davanti a noi vedevamo già la fine del divertimento. Prima però c'era una messa, un pranzo e un altro liscio. Sulla mensola sopra la scrivania ho ancora un mazzolino di fiori, nel frattempo seccatosi, con il nastrino tricolore dai colori ancora vivi che mi hanno regalato. E in un cassetto un ciondolino d'oro che mi ha regalato mio nonno, con su inciso 'Leva 1988'. Ed è stato quando la domenica volgeva al termine e io ero già a casa triste per la fine che tutto si è guastato. Non racconterò cos'è successo, dirò solo che al self-proclaimed boss sono stati fatti degli scherzi che riguardavano la macchina, e poi al momento di ridarci alcuni soldi avanzati ne sono tornati meno del previsto, e c'è chi dice che se li sia tenuti per vendetta. E io dico: chissene. Dicono che sia una questione di principio, ma io non vedo nessun principio nello scannarsi tra compagni di leva per qualche pezzo di carta ingiallito, perché alla fin fine è quello che sono i soldi (oltre al motore del mondo, s'intende). Alcuni di noi hanno continuato a vedersi tutti i venerdì sera, ma ora non più. In tre mesi non restano che ricordi.

Oggi ho incontrato una dei coscritti sul pullman, Michela. Me ne ha dette di tutti i colori su Gabriele per questa storia dei soldi. Ha anche detto tante cose che non mi sono piaciute. Comunque mi ha ricordato questa storia. E non ho voglia di continuare a scrivere, quindi the end.

PS. Solo ora mi è tornato alla mente una cosa davvero degna di nota del lunedì sera, vero e proprio ultimo, tristissimo giorno di festa: a notte inoltrata, al bar della pro-loco, i tutti i ragazzi si sono strappati le mutande a vicenda (ma non pensate male, non si è visto niente... e voi vi chiederete: 'com'è possibile?' sapeste...). E' stato assolutamente esilerante.

E' in queste occasioni che ci vuole davvero la macchina fotografica.

Sevaowen . 08:39



✩✩✩


martedì, 03 giugno 2008

Sapete qual è? Sono le capsule contenenti il principio nonsoche del té verde cinese, che si dice possa combattere l'invecchiamento. La pubblicità diceva: "ma quante tazze di té verde dovremmo bere al giorno?" e allora impasticchiamoci, droghiamoci di questo principio nonsoche, invece di assumerlo in quantità e modalità normali.
Non capisco perché mai dovremmo negarci il piacere di sederci un attimo e bere una tazza di té verde fumante con qualche fogliolina che galleggia. Se proprio vogliamo combattere la vecchiaia, e non si dovrebbe proprio, un piacevole rituale giornaliero come questo sarebbe il minimo indispensabile. Invece no: ingoiamo sempre più farmaci, credendo che facciano bene. Presumo che le suddette capsule siano omeopatiche, io sono a favore dell'omeopatia ma una capsula è sempre una capsula, le foglie do tè sono, invece, del tutto naturali. Non c'è neanche bisogno di andare in Cina per comprare il vero té cinese, credo che anche quello verde della Twinings abbia effetti benefici, e comunque l'autentico té verde cinese si può trovare negli alimentari orientali, ce ne sono in molte città. Rimane il fatto che la vecchiaia è parte naturale della vita, e combatterla a tutti i costi serve solo a farsi del male psichico. Tra qualche anno anch'io avrò le prime rughe, e non cercherò certo di nasconderle. Saranno il segno della mia sopravvivenza alle intemperie della vita, una cosa di cui andare fiera.

Avete notato? Cambiare url non è servito a nulla, se non a far sì che lo spam si intensificasse ulteriormente. Argh~! Quindi, d'ora in poi i commenti passseranno tutti in moderazione, almeno per un po'. Ovviamente tutti i vostri commenti presto o tardi saranno pubblicati, bloccherò solo lo spam. Quindi commentate pure. Se qualcuno ha una soluzione migliore, me la dica. ^^'

Sevaowen . 15:21



✩✩✩