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Seva

Utente: Sevaowen


Ventunenne distratta, sognatrice, pagana, studentessa di orientalistica, fotografa amatoriale e traduttrice in erba. Sto sulle scatole a molti e i motivi non sono chiari, però ricambio volentieri. Volevo dire una cosa, ma l'ho scordata.

trait snapshot:
introverted, irritable, feels invisible, observer, depressed, does not enjoy leadership, reveals little about self, dislikes large parties, feels undesirable, does not like to stand out, submissive, suspicious, emotionally sensitive, not a thrill seeker, solitude loving, likes silence, fragile, second guesses self, negative, unadventurous, fearful, weird, focuses on people's hidden motives, paranoid, phobic, dependent, cautious, avoidant, semi intellectual


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giovedì, 30 luglio 2009

«L'ittan-momen (一反木綿) è un fantasma del folklore della prefettura di Kagoshima, Giappone, che vola in cielo di notte e attacca gli umani. È stato reso famoso nel resto del paese dal manga GeGeGe no Kitarou, di cui è uno dei protagonisti.»
Wikipedia ~ The Obakemono Project

Tanto per aggiungere qualcosa alla mia già vasta collezione di stranezze, ho comprato il portachiavi o quello che è. O meglio, io l'ho scelto e poi me l'ha comprato Thomas. :)


Adesso voglio proprio vedere l'anime, la versione del 2007, anche se temo che dovrò guardarlo in giapponese, e magari anche senza sottotitoli, dato che a quanto sembra  GeGeGe no Kitarou interessa davvero poco agli stranieri, o almeno agli italiani, escludendo ovviamente le persone bizzarre e gli appassionati di folklore giapponese (e io temo di rientrare in entrambe le categorie, come dimostra questo mio ultimo acquisto). Comunque vi consiglio di guardarvi almeno la sigla.

Parlando d'altro, sono stata a Rimini Comics, dato che per una coincidenza fortuita mi sono ritrovata là in vacanza negli stessi giorni della fiera. Però non ho comprato nulla, anche se ero tentata da un paio di riviste musicali e qualche gadget di Loveless. Però non mi ispiravano particolarmente. ^^"
La fiera comunque era carina, e in generale mi sono divertita, in quei sei giorni di vacanza, ma a Rimini non andrò mai più! Troppo cara e troppi tamarri.


Infine, mi dispiace dirlo, ma certe persone non cambiano proprio mai. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Quando una persona frustrata si mette in testa che può sfogare la sua frustrazione su di te possono passare anche anni ma non cambierà idea. E comunque la persona in questione a quanto pare non ha capito che dei quello che pensa di me, che siano pareri fondati o meno, non me ne importa nulla, data la bassa considerazione che ho di lei. E non sono una stronza che giudica negativamente chi sbaglia, ma di possibilità per rimediare ne ha già avute fin troppe e le ha sprecate tutte, senza smettere mai di comportarsi come se al mondo ci fosse solo lei, beffandosi anche delle persone che le vogliono bene... quindi che si fotta. Se le fa piacere credere che le sue critiche mi facciano stare male, che lo pensi pure, tanto si sbaglia. E per fortuna sono circondata da persone che mi vogliono bene davvero e non mi prendono per il culo. Fine dello sfogo. :3

Sevaowen . 13:22



✩✩✩


mercoledì, 22 ottobre 2008

Ultimamente sto di nuovo usando il blog per lamentarmi. Per anni l'ho usato solo per questo (se siete masochisti potrete scoprirlo voi stessi nella mia vecchia cripta).

Lamentela #1
Mi chiedo come si possa sentirsi tanto perfetti da poter giudicare una persona che si conosce a malapena. Un tizio si è messo a dare giudizi su qualunque cosa io faccia nella mia vita; ovvero stare con Thomas, intrattenere qualche rapporto sociale, odiare le nippomani, annoiarmi con le nippomani, tradurre, preparare esami, usare un computer e altre cose elettroniche, giocare con la 360, mangiare dolci, non essere una bimbaminkia che pensa solo a mettersi in mostra in centro e altro.
Ecco, questo tizio ha avuto da ridire su tutto quello che ho elencato. Ovviamente nella vita faccio anche altro, ma è in questi ambuti che questo tizio ha messo il becco e ha sputato sentenze. Ripeto, questo tizio mi ha vista tre volte in vita sua e di grazia mi ha degnato della sua parola.

Lamentela #2
Mia madre dovrebbe proprio farsi una vita e smetterla di preoccuparsi così tanto per me. Oggi ero sul tram, mi ha chiamato e mi ha fatto fare una figuraccia inimmaginabile. Con i miei compagni di corso! ç.ç
È convinta che se continuo questa vita stressante mi ammalerò di certo e continua imperterrita a gufare. Ma non capisce che l'università non ha mai ucciso nessuno? Oltretutto già non ho più rapporti con i miei amici della città in cui (malauguratamente) vivo ancora, ci terrei almeno ad avere una vita sociale nella città in cui studio e ogni tanto uscire a divertirmi un po' con i miei compagni di corso. Non mi sempbra di chiedere molto... purtroppo il fatto di abitare lontano mi ha sempre creato e mi creerà ancora un sacco di problemi. Devo assolutamente trasferirmi!

Lamentela #3
Io dovrei proprio fare una grossa vincita...

Sevaowen . 20:28



✩✩✩


mercoledì, 08 ottobre 2008

Ho già scritto nel post precedente (questo) come il mio bel futuro andrebbe distrutto se le università diventassero private, perché in quel caso non potrei fare la specialistica e nemmeno studiare all'estero o imparare il giapponese sul posto, perché non ho soldi per permettermi tutto questo (dato che lo stato me li ciula), se non dopo anni e anni di duro lavoro precario e sottopagato qui in patria.

Oggi ho avuto un'altra fantastica rivelazione, che ha dipinto la mia giornati di uno splendido color merda: siccome l'università è senza soldi, probabilmente il corso di laurea che sta seguendo il mio ragazzo chiuderà, ergo lui non potrà fare la specialistica a Torino e sarebbe costretto a trasferirsi a Milano, mentre io dovrei continuare i miei studi qui a Torino, ammesso che l'università resti pubblica. Io al primo anno di specialistica contavo di andare a vivere con lui! È da un anno a questa parte che ogni giorno spero di poter andare a vivere con lui il giorno seguente e sono sull'orlo di una crisi di nervi, perché abitiamo a cinquanta chilometri di distanza e ci possiamo vedere solo nei fine settimana. Avevo pensato che molto probabilmente al primo anno di specialistica ce l'avremmo sicouramente fatta, ma no! Saremo molto più lontani di adesso. Senza contare che io dovrei continuare a vivere qui, a fare una vita da pendolare su quei treni sporchi come fogne per tornare sempre qui, in una casa dove non ho privacy, ma solo regole. Fino a venticinque anni. Bella merda.

Quindi vorrei ringraziare quelle teste di cazzo a cui devo tutto questo. In primis i politici, che si diano fuoco. Poi quelli che hanno votato Berlusconi e che magari sono anche ancora d'accordo con lui e le minchiate che fanno i suoi ministri incapaci. A voi voglio dire: sparatevi.

Se mai potrò, sarò anch'io un cervello in fuga! Me ne voglio andare da qui. Voglio un posto dove possa almeno sperare di stare bene.

Sevaowen . 16:04



✩✩✩


domenica, 17 agosto 2008

Studio giapponese all'università, mi piace la letteratura giapponese, ho una piccola collezione di manga e un vasto repertorio di canzoni j-rock nella mia playlist (specialmente L'Arc~en~Ciel, Buck-Tick, Aikawa Nanase e X-Japan, ma anche altri) e una fanfiction yaoi ogni tanto non mi dispiace. Potrei passare per una di quelle tante persone infettate da questa mania dilagante, potrei sembrare una nippomane o una nippocretina, ma c'è una cosa che mi distingue da costoro, o almeno credo. È l'amore che nutro per l'Europa, al pari di quello che nutro per il Giappone (anche di più, se si considera che almeno un po' d'Europa ho potuto visitarla) e soprattutto per la Francia, in cui soni già stata sei volte.

Studio francese da quando avevo otto anni. Ufficialmente ho smesso con la quinta superiore, ma ciò non significa che io non mi stia esercitando per conto mio. Leggo avidamente classici ottocenteschi in lingua originale: Baudelaire, Rimbaud, Mallarmé, Chateubriand, Hugo, Zola, ...
E più vado in Francia, più mi piace. Nel 2005 ci sono stata solo di passaggio, a Aix-en-Provence, una tappa prima di raggiungere la Spagna. Ma ho avuto modo di vedere quei grossi mulini bianchi, quelli che producono energia eolica, credo che siano nella zona di Marsiglia. Sono tantissimi, e non so perché, ma è uno spettacolo toccante. Forse sono io quella pazza, capace di vedere del bello anche in una fontana sporca nel centro, sotto la pioggia. Ma questo non c'entra. Poi sono stata a Tende con i miei genitori, sempre nel 2005, e sempre per poco. Così la mia voglia di Francia cresceva. Nel 2006 sono stata a Parigi, ma al momento di partire non avevo assolutamente voglia di andarci. Per fortuna mi sono arresa e ci sono andata. Insieme a Torino, quella è la città dove vorrei vivere. Ogni volta che ci ripenso, o quando la vedo in tv o in foto, quasi mi commuovo. Forse ho vissuto lì in una vita passata, o è solo l'odore di ottocento che mi è sembrato di respirare in ogni momento e in ogni dove quando mi trovavo là? Non lo so.

Nel 2006 sono stata in Francia una seconda volta, a Mentone (Costa Azzurra, praticamente al confine con l'Italia) con i miei amici. Ero appena maggiorenne, ed era la mia prima vacanza senza adulti. Il passo decisivo verso la nascita del mio amore per la Francia è avvenuto l'anno dopo, ad Agosto, sempre a Mentone, con più o meno le stesse persone. La novità è che quell'anno, oltralpe, ho conosciuto Thomas, e sempre in Francia è nata la nostra relazione e ci siamo scambiati il primo bacio. Se poi ricordo le passeggiate insieme, il tramonto e la notte in spiaggia, i baci in quella stanza buia e le sere in centro, un nodo mi stringe la gola. La Francia è ormai il nido di uno splendido ricordo, e oltretutto è un luogo in cui posso tornare spesso.

Infatti, ci sono stata quindici giorni. Sono tornata il quattordici. E neanche stavolta la Francia mi ha deluso. Adesso, ancora una volta, non mi restano che foto, un cd di Edith Piaf e la colonna sonora del film di Amélie, che devo assolutamente rivedere. Ascoltandoli, come sempre, mi batte il cuore.


Vi lascio con un link che spero seguirete: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Giapponese
Fa ridere, garantito.

Au revoir.

Sevaowen . 23:08



✩✩✩


domenica, 13 aprile 2008

Gli stereotipi servono solo per fare test divertenti. No?










Sevaowen . 15:14



✩✩✩


giovedì, 31 maggio 2007

Di solito in classe mi siedo in prima fila.
E' una mia libera scelta, di solito mi distraggo per qualsiasi cosa, a volte anche senza niente che rapisca la mia attenzione. Non mi dà nessun fastidio essere davanti, di solito nessuno ci vuole stare, e non capisco bene perché. So quali sono i motivi, ma non condivido.
Oggi però c'erano molti assenti, e tutta la prima fila era vuota. Così per non stare da sola sono andata nell'ultimo banco, non perché non avessi voglia di stare da sola, piuttosto perché non avevo voglia che dietro sossurrassero cose tipo 'guarda quella, davanti da sola', non sarebbe neanche stata una cosa tanto grave visto che hanno detto cose decisamente peggiori e comunque non dovrebbe interessarmi. Eppure non volevo che lo dicessero. Ma ho fatto male. La cosa più brutta che mi possa capitare nel primo banco è irritarmi ascoltando per caso e per sfortuna le cazzate che dicono tutti. Beh, oggi quella del banco davanti al mio provvisorio (grazie al cielo) aveva tre metri di tanga scoperto. Fosse almeno stato un tanga normale. No, aveva tre centimetri di elastico con la griffe a caratteri cubitali. Cosa che fa già schifo su un ragazzo, figuriamoci indossato da una ragazza. Originale, ovviamente. Neanche una cosa taroccata, che sarà patetica ma almeno fa sorridere, no. Per la serie facciamo vedere a tutti quanto sono ricca. Ogni volta che la vedo armeggiare con un cellulare ne ha uno diverso, potrebbe fare concorrenza a quella strana cosa semovente chiamata Paris Hilton. Ma sono io l'unica che di marca ha solo le Converse e che butterebbe il cellulare dalla finestra?
Due ragazze poco distanti da me ridevano in modo fastidioso. A me Saba non fa ridere, e comunque non capisco da dove prendano tutta quell'allegria. Poi sono andate avanti a ridere per il resto dell'ora, guardandomi. Ovviamente la professoressa non ha detto niente. Dio, quanto vorrei che le sgridasse una volta per tutte. E mi è sembrato che mi stessero anche puntando contro uno specchio. Due ragazze che si vestono come due cretine, anche se il loro modo di vestire rientra nel gusto della maggior parte della popolazione. Sinceramente non avevo in mente nessun rimedio contro la loro stupidità, dato che in questi casi anche gli dei nulla possono, così mi sono girata verso di loro, ho sorriso e ho continuato a leggere Saba. Sono anni che sopporto cazzate del genere. Se mi detestano o mi trovano ridicola, perché non mi lasciano semplicemente in pace? Non mi metterei certo a piangere davanti alla loro indifferenza. Dal 1994, o forse dal 1996, me ne hanno dette davvero di tutti i colori. Ecco, ho un'idea. Scriverò qui, adesso, un elenco. Poi ditemi se ritenete che la stupida sia io, o se siete d'accordo con me e pensiate che i pirla siano loro. Sì, so che tutti durante la loro carriera scolastica qualche presa in giro la prendono. Ma forse non in modo perenne e insistente come nel mio caso.
Elementari
Samuela ad Annalisa: Non passare troppo tempo con lei, se no cresci male.
Daniele ad Ewa: non me ne frega niente di quella.
Daniele: tanto a lui non gliene frega niente di te.
Ewa: non comportarti da bambina.
Silvana alla maestra: hanno scritto i loro nomi per terra.
Medie
Annalisa: i campagnoli puzzano.
Annalisa: ti comporti da bambina piccola.
Eva (un'altra): Martina ha lasciato Antonio per mettersi con Igor (quella che mi piace, nda), e stanno già insieme. (era una balla, nda)
Eva: Martina ti odia perché ami Igor. (balla, nda)
Eva: Igor vuole di nuovo mettersi con te. (balla colossale, lol, nda)
Erica: Igor si fidanza con tutte quelle del suo corso di danza.
Erica: c'è un assassino che uccide tutti quelli in bianco (tipo me allora, nda)
Eva: ho telefonato a Igor e mi ha detto che quando maturerai sarà pronto a rimettersi con te. (altra balla, no, non aveva un emerito cazzo da fare. Nda)
Non so chi: Igor si è messo con Martina. (balla nda)
OMISSIS {questa storia continua, ma credo di aver reso l'idea} Eva e Annalisa: certo, Igor non ti piace più. Ok. Ci crediamo. Come no.
Annalisa: la tua maturità è NS.
Voci di corridoio: Federica (io, nda) vuole scopare con Andrea G. (il ragazzo di Erica, nda)
Andrea G.: la mia ragazza si è incazzata perché mi vieni dietro. Quindi, se non mi lasci perdere... {avevo deciso di non aggiungere commenti... ma qui ci vuole: a chi credi di far paura? -_-" }
Andrea G.: per colpa tua ho litigato con la mia ragazza.
Andrea G.: mi stai rompendo le scatole.
Andrea G.: Fedrica fa schifo.
Maria Assunta: se proprio sei gelosa, la prossima volta ti svegli e glielo chiedi. (di ballare, nda)
Andrea: sei pazza?
Desirée: ti si vede tutta la cellulite!
Luca: ha il culo come un divano.
Eva: Andrea ha detto che le più carine sono uno, due e tre e le più cesso sono uno, due e tre...
Andrea: non mangio con te perché fai tremare tutto il tavolo.
Andrea: non voglio mettermi con lei per il suo comportamento.
Andrea: no, perché sei brutta.
Andrea: che handicappata cronica.
Andrea: me ne fotto!
Maria Assunta: Andrea si vede con quella di IIIA vicino a casa mia.
Eva: ma sei proprio stupida!
Desirée: ha il culo gigante.
Skhamb: Federica e Luca si sono baciati.
Igor e Giuseppe: nell'ora d'inglese te ne vai, così qui si siede Eva? Smamma! Smamma! E lascia qui la sedia...
Andrea: così impari a vestirti come una puttana.
Liceo
Vanessa a Maria Assunta: Federica è il cagnolino di Rossana.
Vanessa a Maria Assunta: Federica parla sempre delle stesse cose.

Per scrivere tutto ciò ho riesumato i miei vecchi diari, e nel frattempo mi sono venute due scatole come una cattedrale quindi le cose delle superiori le scriverò un'altra volta, se mai le scriverò. Sono meno importanti. Quindi chiudo.
Non ne posso più della mia classe. Non so più se sono scema io o loro. Stanotte ho anche fatto un sogno strano, c'entrava una delle mie compagne di classe, ma non ricordo cosa faceva. Ricordo che io e i miei ci eravamo trasferiti in una grande città, camera mia era all'ultimo piano e si raggiungeva con delle scale a chiocciola. Da un lato della camera partiva un corridoio corto e stretto che conduceva ad un bagno tutto per me e ad uno sgabuzzino, ed era la casa dei miei sogni. Tranne per il fatto che in questo corridoio c'era la tomba di Paula, la figlia di Isabel Allende. No, non avevo mangiato pesante.

Sevaowen . 16:09



✩✩✩


martedì, 06 marzo 2007

E io dovrei curare il mio aspetto? Prima devo farmi curare. L'ultima novità è che un'insegnante mi ha consigliato qualche seduta da uno psicologo. Apprezzo il gesto, perché finalmente qualcuno mi ha davvero detto quello che pensava: tu devi farti curare. Non ha detto esattamente questo, ma la sostanza è quella, e cambia significato a seconda di chi me lo dice, può essere un consiglio spassionato o un insulto. Oggi era un consiglio. Speravo di riuscire a risolvere i miei problemi da sola, non con l'aiuto di un perfetto sconosciuto che oltretutto sarebbe lo psicologo offerto gratuitamente dalla scuola, quindi uno psicologo della mutua. Piuttosto, quando avrei davvero toccato il fondo, avrei preso una buona dose di valeriana. Perché il mio problema è quello. Un'ansia assurda, inutile e opprimente. A volte, quando voglio intervenire nel dibattito o nella spiegazione in classe, al solo pensiero mi viene il batticuore, arrossisco, mi sembra di sudare freddo, mi tremano le mani. Tutto questo ancora prima di formulare la frase. Se poi per grazia divina riesco a parlare, lo faccio il più velocemente possibile, mangiando le parole. Purtroppo questo me lo trascino sempre anche fuori da scuola, così se dico una cazzata, forse nessuno se ne accorge. Ultimamente ero convinta di stare migliorando, ma sembra che anche quando mi sento tranquilla e controllo la parlantina l'impressione che gli altri hanno di me è sempre la stessa: questa ha bisogno di un calmante. Sedatela!

Così è inevitabile chiedermi quando e perché tutto questo è cominciato. Verso la fine degli anni ottanta, o nei primi anni novanta c'era una bambina vivace e curiosa, che aiutava gli altri a socializzare. Sì, proprio io, ho aiutato molti bambini ad aprirsi agli altri, a trovare degli amici. Un po' per mio piacere personale, un po' perché me lo chiedevano le maestre. E allora, perché adesso questa stessa bambina deve andare dallo psicologo per calmarsi e fidarsi degli altri? Perché nel 1995 ho incontrato il bambino più stronzo che si possa incontrare, che mi ha sconvolto la vita almeno per i dodici anni a venire, Daniele. Complimenti, davvero. Se per disgrazia lo incontrassi di nuovo lo picchierei fino a fargli cadere tutti i denti, a gonfiargli la faccia come un canotto e a fargli diventare viola la pelle. Maledetto balengo. Che i bambini si prendano in giro tra loro è normale, ma tra me e questo... 'coso' era diverso. Diciamo che sono stata vittima del bullismo a livello di scuola elementare. A volte siamo arrivati alle mani, e ovviamente lui ha sempre avuto la meglio. E le mie 'amiche' non mi hanno mai aiutata. In quella scuola di campagna piccola e con pochi alunni non ho mai trovato una soluzione. Una volta mi ha picchiata in bagno, stavo riuscendo a scappare, ma l'unico modo di mettermi al riparo sarebbe stato entrare nel bagno, dove quelle due troiette stavano facendo i loro bisogni, e mi hanno chiuso la porta in faccia, o per essere precisi, mi hanno chiuso metà braccio in mezzo, mentre quello mi riempiva di lividi nelle parti del corpo disponibili. Poi ore e ore a piangere da sola. Oltretutto, lui era un pirla. Ma un pirla vero, un pirla cronico, un pirla con la 'p' maiuscola. Poi non so che altro mi abbia fatto per portarmi a questi livelli, perché grazie al cielo non me lo ricordo. E quando nel 1999 (ho un'ossessione per le date, soprattutto se si tratta del secolo scorso) ho messo piede alle medie ho incontrato chi ha provveduto ad aggravare la situazione. Ogni giorno dicevano o facevano qualcosa, intenzionalmente o meno, che mi faceva stare male. E io sono una che sulle cose ci rimugina a lungo. Ma nonostante tanto pensare, non ho mai capito perché queste persone che per me non contano nulla mi hanno rovinato se non la vita, l'adolescenza. Non capisco. Sarò scema davvero? Forse avevano ragione, e si sa, la verità brucia. Eppure Daniele era un cretino, omofobico già a otto anni e un arrapato che si eccitava a sentir dire 'genitivo sassone', uno con una gran carriera da stupratore davanti; E. invece aveva davanti una gran carriera da gangsta bitch, in quanto troia dispotica; D. era una ragazzina piena di problemi ma non è certo un'autorizzazione alla violenza, stupida; tutti gli altri non meritano neanche di essere menzionati. Mi sento una merda a parlare di queste cose qui, ma sappiate che non cerco compassione, né consolazione. Cerco solo un modo di sfogare quello che in dodici anni non ho sfogato. Forse, se riuscissi a liberarmene, mi libererei anche di molti problemi. La domanda è: chi aveva ragione? Io o loro?
Per questo ho sempre bisogno di maledette conferme che, ovviamente, non ho mai. Anzi, mi sentirò ancora più stupida, con tutti quelli che hanno problemi ben più gravi dei miei. Ognuno dovrebbe salvarsi da solo, ma non riesco a non essere minimamente solidale.

Oltretutto, questo può essere considerato un tema di attualità. Nonostante appartenga al secolo XX.

Sevaowen . 12:54



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