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venerdì, 09 maggio 2008
Se non avessi ceduto a quel subdolo ricatto di mio padre, a quest'ora io e Thomas saremmo affaticati, affamati, assetati e molto probabilmente con la vescica sul punto di esplodere. Però avremmo nel cuore la voglia di lottare per un posto in prima fila allo Zénith e la voglia di sentire dal vivo quelle canzoni che hanno visto nascere il nostro amore. Stasera i Laruku si esibiscono a Parigi, e dove sono io? Ad Asti. Dove sarò stasera? A Torino. Cioé tristemente lontana da Parigi, per me è già una tristezza non poterci ancora tornare in generale, figuriamoci non poterci andare proprio adesso. Mio padre, pur di impedirmi di salire su quel treno che avrebbe portato me e il mio amore verso quello che probabilmente sarebbe stato uno dei giorni più belli delle nostre vite, mi ha detto che mi avrebbe comprato il computer nuovo a maggio e la reflex a settembre. Promesse da marinaio. Infatti un nuovo computer avrebbe dovuto fare il suo ingresso in questa casa a marzo, mese del mio compleanno, se avessi ottenuto dei buoni risultati durante la sessione di esami invernale. Nonostante i buoni voti, il computer non si è visto. Ci tengo a specificare che il computer nuovo non è un capriccio, dato che il computer mi serve anche per l'università e questo computer ha otto anni, l'avevo già comprato usato quando di anni ne aveva un paio, è un Pentium III con 128 MB di Ram e Windows XP (che richiederebbe circa il doppio di questa ram). Funziona malissimo ovviamente, direi che è ora di cambiarlo, vero padre? Il computer tra poco arriverà... ma la macchina fotografica è una chimera. Sono terribilmente stupida ed egoista. Ho rinunciato al concerto per queste cosucce materiali e adesso neanche Thomas è andato al concerto. Sarebbe stata una serata con le wapanese europee, lontana dal palco e da coloro per cui avrei fatto chilometri e chilometri in TGV. Però io e Thomas, a nove mesi esatti dal giorno in cui è cominciata la nostra relazione, avremmo ascoltato insieme e dal vivo la musica di quella band di cui siamo entrambi grandi fan, uno dei motivi per cui ci siamo piaciuti fin da subito. Se stasera avessi potuto vedere Tetsu, Hyde, Yuki e Ken, avrei gridato hontou ni doumo arigatou. Mi consolo solo pensando che domani, alla fiera del libro, andrò a caccia di qualcuno di quei libri introvabili che voglio assolutamente leggere. Sevaowen . 12:59 domenica, 21 ottobre 2007
E' cambiato tutto. Radicalmente. E per una volta non è colpa mia, non è stato uno dei miei soliti, capricciosi tentativi di ribaltare la mia vita perché così com'era non andava bene. No, stavolta io non c'entro, sono solo stata vittima del vortice degli eventi. Sabato, alle nove e mezza davanti al Cocchi. Funzionava così da tempo immemore. In qurl posto, a quell'ora c'erano tutti i miei amici più molti dei (pochi) alternativi o poseurs di Asti. L'età dei presenti andava dai quattordici ai vent'anni o forse anche di più, una massa nera, informe e chiassosa. Dopo una mezz'oretta ci spostavamo in massa verso il pub, il solito Red Lion. Per una qualche ragione, ora non funziona più così. Ieri sera non c'era quasi nessuno delle persone che avrei voluto incontrare. Ovviamente continuerò a vedere i miei amici, quello non è un problema. Ma il must delle nove e mezza al Cocchi adesso mi mancherà, temo (anche se prima lo detestavo abbastanza e cercavo di aggirarlo andando a cena da Minnni, su autoinvito). Però devo ammetterlo: l'università ha cambiato la mia vita in meglio. Perdere le mie vecchie abitudini mi inquieta, ma non è certo la prima volta che succede. Nel 2004 tutti i sabato al pomeriggio io e Marcello ci installavamo a casa di Giuditta; eravamo un trio di migliori amici, e poi la vita (o la stronzaggine) ci ha allontanati. Ma ormai la vedo come una cosa normale, il fatto di avere smesso di frequentare Giuditta. Vorrei vederla solo per dimostrarle che non sono e non sono mai stata una verginella sprovveduta come pensa lei, perché si capisce benissimo che è questo quello che pensa di me. Non dovrebbe o.ò Come dico da molti mesi a questa parte, per quanto l'università possa fare schifo (anche se non è detto), non sarà mai peggio di come sono state per me le superiori, le medie, le elementari. Poi, nella mia vita è entrato Thomas: avevo davvero bisogno di una persona come lui, e finalmente è arrivata. Anzi, tra poco un treno lo porterà qui ad Asti, quindi la smetto di scrivere cavolate e vado a prenderlo alla stazione. Odio scrivere post così succinti, ma così l'ho battuto e così lo lascio, dopotutto credo di aver espresso chiaramente quello che volevo dire. :3 Sevaowen . 09:52 lunedì, 08 gennaio 2007
Si suol dire anno nuovo, vita nuova, ma tanto per cambiare io non condivido. Puoi azzerare il conta chilometri, ma la macchina è sempre la stessa. Mentre lo scrivo mi sembra di sentire dei fischi alle mie spalle. Lo capisco, l'idea di ricominciare da zero a volte è incoraggiante. Anche se io direi che è al massimo un nuovo inizio. Scrivo tutto questo per un motivo: io sono ripartita senza neanche azzerare il conta chilometri (anche se devo ammettere che mi sento un po' alleggerita anch'io), perché sono masochista e mi piace portarmi tutto il bagaglio sempre sulle spalle e anche perché ultimamente non riesco a scollarmi di dosso certi vecchi ricordi. Ma non pesano. Forse posso dire di aver accidentalmente azzerato il conta chilometri, ma mi sono dimenticata di... cambiare i pneumatici? Così alle cinque di questa mattina ho aperto gli occhi a malincuore, costretta a lasciare il sogno in cui passeggiavo per i giardini pubblici con un paio di amici (uno era Marcello, l'altro/a forse Fri, but... who knows), per poi incontrare Andrea (un ragazzo che mi piaceva alle medie). Poco fa, mentre imitavo il mio gatto accanto alla stufa accesa, mi è tornato in mente il momento del sogno dove lui e io (el burro siempre delante, toh) camminavamo sotto la pioggia calpestando felicemente le aiuole (aiutava l'atmosfera), poi ci siamo fermati e abbracciati, così, senza motivo. Ho sentito un tuffo al cuore (reale), come succedeva sei anni or sono, e mi sono sentita davvero stupida. A quest'ora lui sarà felicemente fidanzato, proprio come quando alle medie non pensavo ad altri che a lui, come un'altra decina di ragazze di quella scuola, tra cui Mari. Che rabbia. Rileggo il mio diario di sei anni fa e sento ancora i nervi a fior di pelle che avevo quando lei, allora la mia migliore amica, ci provava con lui come una vacca siberiana (copyright Marcello), e li sento triplicati quando lei ancora mi rinfaccia che lui l'ha sempre preferita a me (sarà poi vero? Ho dei seri dubbi adesso, così come allora), per poi aggiungere candidamente che tanto è un cesso. Che tesoro. *stabstab* Questa storia mielosa e noiosa è cominciata dopo averlo rivisto (e averci parlato, scherzato, bevuto coca-cola) alla mia festa di leva e altre due volte nel corso dei tre mesi estivi. Ma è una chimera che sto inseguendo, e voglio smettere. Ora come ora, voglio solo volontà d'animo e costanza, per migliorare e diplomarmi, per poi entrare all'università. Chissà che là non trovi, oltre ad un corso di studi che promette bene e una nuova realtà, anche un ragazzo che faccia per me e che ritenga che io faccia per lui. Eppure dovrei anche ringraziare gli dei per il piacevole sogno, perché data la vitaccia di ieri che comprendeva terapia intensiva di Schopenhauer, Feuerbach, Engels e Marx, oltre ad altre materie quali Spagnolo e Italiano, è davvero un miracolo che non abbia sognato costoro. Oltretutto ho dormito quattro ore, e io di solito dormo nove ore a notte. Stavolta no, a letto all'una e in piedi alle cinque grazie a Marx. Sognarlo sarebbe stato orribile, per quanto io lo ammiri e rispetti. Marx: Sevaowen... Sevaowen... Seva: mmh... *senza svegliarsi* Marx: tu credi di aver studiato abbastanza la mia filosofia, ma non è così. Sapresti rispondere a delle domande? Seva: mmh... forse... Marx: parlami de "il Capitale" Seva: è un libro... mmh... Marx: oh che brava. Vedi che non sai un cavolo? Seva: cosa?? * si sveglia di soprassalto, circondata da quattro fantasmi* Marx: non hai studiato abbastanza, non sai nulla sulla mia filosofia. E in quanto a Engels... sai a malapena chi è. Engels: *annuisce sconsolato* Seva: *sguardo terrorizzato* penso... di cavarmela comunque *rattlerattle* so parlare della filosofia di Schopenhauer! Schopenhauer: premesso che conosci solo un'infima parte della mia filosofia, ci tengo a sottolineare che avresti potuto impararla molto meglio... e dici che ti piaccio. Tsk. Seva: è da ieri che te lo voglio dire. Sei veramente sfigato. Prima Hegel ti frega gli allievi, poi muore prima del tuo successo, così puoi solo andare a fargli le pernacchie sulla sua tomba. Comunque conosco L'Essenza della religione di Feuerbach... Feuerbach: sì, forse... *si guarda le unghie* Fine sogno, fine pagliacciata. Stavo solo scherzando. Sevaowen . 15:41 mercoledì, 20 dicembre 2006
All'inizio di quest'anno scolastico mi ero ripromessa che, se il giornalino d'istituto mi fosse piaciuto, avrei cercato di intrufolarmi in redazione e di scrivere anche io. Ma il giornalino è arrivato, ed è un obrobrio. L'Ipse Dixit è lungo tre pagine, sì, ma tutte dedicate ai professori che hanno quelli che scrivono, dei miei insegnanti ce n'è solo uno. Bisognerebbe raccogliere le segnalazioni di ogni classe, no? Io ho raccolto solo due ipse dixit, perché sto provando un'esperienza nuova: stare davvero attenta. Sono della professoressa di inglese, E. E. dixit (con un forte accento americano): quest'anno siete delle faneghe! *Fanega= termine piemontese per fannullone, che sia al femminile che al plurale rimane invariato, quindi sarebbe stato 'dei fanega'* E. dixit: dovete darmelo in mano entro mercoledì! *E il doppio senso fluttuava sopra le nostre teste... si riferiva ai contanti per il First Certificate* Non so più cosa pensare del mio destino, quello che mi succede sembra studiato per essere assurdo. Non fa nemmeno ridere, è assurdo e basta. Non ricevo quello che mi merito, in compenso ricevo quello che non mi merito. Ho visto persone ignare di certe cose (non dovrebbe essere così) sorridere come all'epilogo del giorno più bello della loro vita, è stato così anche per me, sì, ma per trenta secondi, perché la vita degli uccellacci del malaugurio come me non è mai del tutto o quasi bella, c'è sempre una macchia. La macchia di sangue davanti al camino di the Canterville Ghost. Gli scheletri nell'armadio dovevano necessariamente essere mostrati a qualcuno, e hanno scelto proprio meh! Mi dispiace di non stare scrivendo tra le righe, ma proprio dietro le righe. Mi sento come Leopardi, perché la natura gli negò anche la speme. Non pretendo di essere una pessimista cosmica, ma a volte mi succede. E' un hobby occasionale. A tutto ciò bisogna aggiungere quanto io sia naturalmente insopportabile, e quelle cose (perché ce ne sono anche di quelle) che mi merito e ho, e quelle che non mi merito e infatti non ho. Eppure se mi accontentassi non sarei un essere umano. Ne approfitto per dire: anime perse, per cortesia, visitate il mio account su deviantART, perché di questo passo potrei davvero cadere nel baratro e ricorrere a quei subdoli metodi per avere un shitload of pageviews. Non vorrei arrivare a tanto. Da qualche giorno a questa parte penso molto al passato, soprattutto alle persone che hanno lasciato un segno. Come Andrea, il ragazzo che mi piaceva alle medie. Non è bello dirlo, ma lui ha indirettamente e involontariamente tracciato le linee guida della mia vita degli ultimi sei o sette anni. Era appassionato di Dragon Ball, e io ero una cosa strana e appassionata di lui, così un giorno, all'ora di pranzo, ho acceso il televisore su questo famigerato Dragon Ball, sintonizzandomi sulla passione per il Giappone, che ha messo le radici in me. Perché dopo Dragon Ball in tv sono passata a Dragon Ball cartaceo, e da lì a sempre più manga e anime, poi alla musica giapponese, e infine a tutto il resto. Se tutto va bene (haha), l'anno prossimo sarò seduta in un'aula universitaria, ad ascoltare rapita una lezione di giapponese. Ed è tutta colpa sua. Gli devo così tanto. Poi a volte capita di incontrare esseri unicellulare che non sembrano tali (ho scoperto il segreto di molte 'persone' gh!), diciamo che sono batteri parassiti e antropomorfi. E i batteri della mia flora intestinale non bastano a digerire tutta la merda che mi hanno fatto ingoiare, vive la finesse, e chissà perché mi è venuta in mente Momoko di Kamikaze Girls... "avevo sempre sognato di vivere in Francia all'epoca del Rococò" e detto da una vestita da Lolita in bianco ma infangata, bagnata e insaguinata, che minaccia una banda di yankee con una mazza da baseball, ma sulle note di Strauss, fa la sua figura, e quello sì che lascia il segno. E' un film che vi consiglio (idem per il romanzo di Novala Takemoto, se riuscite a reperirlo). A scuola stanno succedendo cose strane: prima arriva uno con l'aria strana che dice che sta organizzando un musical, tutto copiato da quella -scusate- schifezza che è High School Musical. Io non mi pronuncio, che ognuno faccia le sue considerazioni. Poi salta fuori che vogliono fare il ballo di Natale. Ma che schifo. Oltretutto, l'ingresso costa ben otto euro, e il locale è un buco. Ma cosa sperano di fare? I Rammstein hanno decisamente ragione: we're all living in Amerika. E io intanto ho preso la patente. Felice Yule. Sevaowen . 20:12 |
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