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lunedì, 09 febbraio 2009
Oggi ho dato l'esame di linguistica italiana. È andato bene. Con un piccolo sforzo di immaginazione mi sembrava di aver appena finito la maturità o la sessione estiva, con i raggi del sole che entravano dalla finestra e i termosifoni al massimo. E questo mi ha dato un po' di buon umore, ma anche un po' di nostalgia; perché mi sono resa conto di aver finito quello che è stato uno dei corsi che mi ha dato di più. E non solo in quanto a conoscenza: è frequentando quel corso che ho potuto approfondire la mia amicizia con Eikichi e Fede. E poi ho conosciuto Nana, Risa, Masayoshi, Yuri e Andrea. E tutti insieme ci siamo dati alla pazza gioia e abbiamo fatto un sacco di feste. :P Nonostante i molti alti e bassi posso dire di aver trascorso un bel semestre. Ora è finito. Ma continueremo sicuramente a vederci. Grazie di tutto! ^.^ Sevaowen . 18:27 giovedì, 13 novembre 2008
Ho passato due giorni molto divertenti. Ieri, dopo la lezione del mattino, ho pranzato con Masayoshi, Risa, Yuri ed Eikichi (l'unico italiano, visto che Eikichi è un soprannome). Masayoshi è stato molto carino, mi ha anche offerto il dolce. La cosa più divertente è che ho chiesto loro di tradurre dal giapponese una cosa che mi aveva scritto Mami sul diario di quarta superiore, e non mi ha mai voluto dire cosa c'era scritto. Bene, ho scoperto che c'era scritto che era 便秘 (cioè stitica, e non sto scherzando). Così è nata un'ipotetica conversazione tra Eikichi e la sensei. えいきち ~ 先生、便秘です~! 行ってもいいですか。 先生 ~ わかりました... 私も便秘。はい、行ってもいいです。 Altra cosa divertente è stata vedere Masayoshi, un omone nipponico di (credo) ventisei anni, leggere una cosa scritta con la biro rosa glitterata in linguaggio informale e molto femminile. Wow. Dopo la lezione di giapponese siamo andati a Casa Japan, una cosa organizzata da quella cosa di design che c'è adesso a Torino. Abbiamo fatto qualche origami! I miei ovviamente sono tutti storti. Ho fatto una gru e una scatolina. Poi abbiamo preso una cioccolata calda con panna. Non volevo assolutamente tornare a casa, non so bene perché, quindi Diana mi ha ospitato a casa sua per la notte. Abbiamo giocato a shangai, parlato di soprannaturale e riso davanti alla tv. Oggi pomeriggio non c'era lezione, così Thomas, otoko no Fede, Stefania, Risa, Yuri e Nana sono venuti a trovarci. Abbiamo giocato col Wii Fit e guardato video di fantasmi, esorcismi, Maccio Capatonda e Hard Gay (cercatelo so YouTube e morirete dal ridere). Adesso viene il bello: poi siamo andati al parco, che era pieno di bambini che giocavano. Abbiamo giocato sulle giostrine dove non c'erano bambini, ma questi si avvicinavano e ci guardavano continuamente con occhi imploranti. Così siamo andati a giocare su una giostrina, una di quelle cose di strane in legno coi ponticelli con cui giocano i bambini di questa generazione, non come quelle degli anni ottanta, quelle cose strane di ferro rosso che sembravano pericolosissime. Notare che questa costruzione è lontanissima dalle altre giostrine, ma i pampini ci hanno seguito. Si sono però mantenuti ad una distanza di sicurezza e ci hanno urlato (in coro, come i cani che si fanno forza l'un l'altro quando abbaiano) "non sono i vostri giochi!". Ovviamente la cosa ci ha fatto sorridere, e io, dall'alto del ponticello, ho risposto ma no, sono pubblici! con un sorriso. Visto che continuavano ad insistere (e Diana dava loro corda), ci siamo spostati più in là e ci siamo seduti su una panchina, lasciando indietro Diana. :D I bambini non sembravano essere comunque contenti e si avvicinavano con aria, si fa per dire, minacciosa. Le ragazze giapponesi dovevano andare alla fermata del pullman, così le abbiamo accompagnate tra i cori dei bambini che urlavano meno male che ve ne andate!, ai quali non ho proprio resistito e ho dovuto rispondere con un ironico infatti. Fin qui tutto normale, sono bambini. Ma la cosa peggiore è che mentre stavamo tornando verso casa di Diana, abbiamo di nuovo incrociato questi bambini con i loro genitori. A dire il vero erano due bambine e un bambino, o forse tre bambine e non avevano più di sette anni. Quando si sono accorti di noi hanno cominciato a farci ciao ciao con una foga che aveva un che di strano, infatti ho pensato che evidentemente avrebbero voluto giocare con noi quando eravamo al parco, e il puzzle mi era sembrato completo. Ma quando siamo entrati nel cortile di Diana (li abbiamo incontrati proprio lì davanti), Fede ha detto che ci hanno fatto il dito medio e probabilmente anche dato degli stronzi. O____O!!! Sono rimasta sconvolta. Preferivo i finti bambini fantasma su YouTube. Sevaowen . 20:15 mercoledì, 07 maggio 2008
Comprate la Pantolima. La Pantolima è un'invenzione innovativa che vi permetterà di limarvi le unghie comodamente, velocemente e soprattutto senza dare nell'occhio in qualunque momento. E' una lima di cartone usa e getta lunga circa quaranta centimetri e larga venti che potete attaccarvi ai pantaloni in orizzontale e a qualunque altezza grazie alla tecnologia hafjkfghah. Per utilizzarla basta sedersi e muovere le gambe o le mani. Unghie sempre perfette a scuola, a lavoro, all'università, sul treno, in aereo, dove volete! Tutto a soli centonovantanove euro e novantanove centesimi, che potete pagare in comode rate mensili da cinque centesimi. Affrettatevi! I primi a chiamare avranno uno sconto dello 0,5% e una forchetta in acciaio inox in omaggio. Cosa aspetti? Chiama subito! PS. Pantomima -> lapsus -> pantolima. Sevaowen . 19:41 lunedì, 17 dicembre 2007
Wah, quanto tempo. Tra il progettare di scappare di casa per andare a Torino e il fare avanti e indietro fino all'università e poi a casa, oltre al solito implorare i miei perché mi comprino cose che riconosco essere alquanto futili, sono riuscita a trovare il tempo di scrivere. Tempo fa avevo parlato del Nerd e di Oxford, e ci sono aggiornamenti, oltre a tre nuovi esemplari di studenti universitari scoppiati (ma io per prima, e lo riconosco, periò non ditemi che sono maligna). Il Nerd non è più lo stesso. Non arriva più con largo anticipo, ma arriva con tutti gli altri, finendo così nelle file più lontane dalla nonnina prof. Ha i capelli, lunghicci, spettinati, i vestiti stropicciati e l'acne gli fa festa in faccia. Oxford (questo mi è stato riferito da fonti attendibili) ha pronunciato qualche parola di troppo su me e i miei soliti amici dell'università, tipo "ci sono sempre i soliti gruppetti" con aria di scherno, ma è lui il primo a essere sempre appiccicato alla sua amichetta. Da che pulpito. E poi si sente un traduttore nato, peccato che io e lui prendiamo più o meno gli stessi voti, almeno nelle esercitazioni. Rifletti, saputello. Poi c'è lui, OMG: l'uomo Balzac. Premetto che non sono io ad avergli affibbiato questo nome, ma è stata Sco. E' un ragazzo abbastanza carino, ma un po' merdaccia. Aveva una maglia con scritto Balzac, che a me ha fatto subito pensare a Honoré De Balzac e al realismo francese. Malauguratamente, sulla maglia stessa maglia aveva, sulla schiena, un gigantesco ideogramma cinese. Sco si è chiesta ad alta voce cosa ci fosse mai scritto, e lui si è girato, facendo in modo che potesse leggere meglio (senza capire nulla comunque). Solo che da quella volta ha cominciato a lanciarci certe occhiatacce. Che io ho ovviamente ricambiato. E da allora credo che lui e le sue amiche ci odino. Ma io non lo facevo con cattiveria. Bah. Qualcuno di davvero divertente è Erri Potter. Se pensate che sia uguale a Daniel Radcliffe, continuate pure a sognare. E' uguale all'idea di HP che ci si fa leggendo i libri. Spettinato, un po sfigato, fa tenerezza. Capelli neri, occhi boh. Magrolino. Non sa tenere la bocca chiusa, deve sempre fare qualche intervento. A sproposito! E' riuscito a dire che l'altitudine media delle vette delle Alpi è 83 (quale unità di misura, poi?) e che il Romanticismo è una corrente del secolo XVI. Ma chi gli ha dato la maturità? E infine, la peggiore. Carlotta-cazz. Dovrei chiamarla Carlotta-san, ma non me la sento proprio. Ew. A vedersi, mette una gran tristezza, col suo chignon malfatto, gli occhialetti, le sopracciglia spesse, le felpe grigio topo e lo sguardo totalmente inespressivo. Fosse solo questo. E' maleducata e scortese all'inverosimile. Peccato che sia (o almeno sembra) un mezzo genio di giapponese. Argh. Non che io sia troppo da meno, sarà che lei non ha rapporti sociali e non fa sesso (almeno uno dei due ci vuole) e ha tutto il tempo di studiare. Ma questo mi interessa poco, l'importante è che lo impari anch'io. Labbastarda però ridacchia quando gli altri sbagliano (cosa che facevo anch'io alle superiori, ma avevamo tutti una buona conoscenza della lingua e ci conoscevamo tutti tra di noi), non rivolge la parola a nessuno, la fila dove si siede lei rimane stranamente vuota, e se il prof dice di scrivere una frase, lei finisce prima di tutti. Woah. Peccato che sia l'unica testaccia che non ha ancora capito che non si dice watashi-wa pincopallino-san desu, ergo che non si mette l'onirifico parlando di se stessi. E dice watashi-wa Carlotta-san desu. Genio. Sevaowen . 17:40 domenica, 28 ottobre 2007
~ Il Nerd ~ Ore otto, letteratura italiana. Lui è lì, aggrappato, ancorato alla porta d'ingresso. Presumibilmente è arrivato prima di tutti gli altri. O forse era ancora lì dalla lezione precedente. Quando la portinaia apre, lui si precipita verso la porta dell'aula e si aggrappa e si ancora lì finché non arriva la prof tappa. Il Nerd riesce sempre a sedersi nel primo banco, nonostante ci siano ottantotto banchi e circa centotrenta studenti (a occhio e croce), quindi per noialtri sedersi su una cosa comunemente definibile come sedia è un terno al lotto, ma non per lui. Ha i capelli cortissimi e scuri, e la barba sempre perfetta (ammesso che ce l'abbia); porta maglioncini rosa salmone sopra camicette da barotto. Durante la pausa non si alza, ma rimane a guardare la prof come incantato (la prof è bassa, vecchia e vestita peggio di lui, forse ha una forte dipendenza dall'autorità grazie a mammina che gli stira le camice da barotto e ammira la prof perché ha una laurea in più di lui), oppure continua a sfogliare il libro che si stava commentando. Io e Fra J. stiamo tramando un agguato a suo danno. Ti piacciono tanto i libri? Te li diamo! (addosso).
~ Oxford ~ Ore dodici, lingua anglo-americana. Nell'aspetto è del tutto insospettabile, ma quando apre bocca svela la sua vera natura. Non si siede in prima fila solo perché quelle sedie sono monopolio del Mughetto di Bosco, anche se ad anglo-americano lo spray non è al completo quei tre membri (onorari) sono un po' mafiosi e tengono il posto ai loro amici. Capita spesso che il professore faccia una domanda, e lui, Oxford, ha sempre la risposta pronta, e la espone con il suo fantastico accento di Oxford (che, ci tengo a specificare, non è davvero accento di Oxford, ma nel suo caso Oxford cade proprio a fagiolo). Incredibile ma vero a volte è stato lo stesso professore a zittirlo. 102907 latest news. Il Nerd usa il quaderno a quadretti per letteratura italiana! Fosse solo quello il problema. Ha l'aria da matematico. Qualcuno gli ha spiegato che non solo questa non è la facoltà di matematica, ma che questa è parecchio distante dall'edificio dove studiamo Ungaretti, Moravia e Odorico da Pordenone (e sfido qualunque avventore del blog a trovare il nesso trai tre)? Oh, e tra pochi giorni vedrò COCORITA! Quella che pensa di essere un genio. Aiuto. o.ò Sevaowen . 14:27 domenica, 21 ottobre 2007
E' cambiato tutto. Radicalmente. E per una volta non è colpa mia, non è stato uno dei miei soliti, capricciosi tentativi di ribaltare la mia vita perché così com'era non andava bene. No, stavolta io non c'entro, sono solo stata vittima del vortice degli eventi. Sabato, alle nove e mezza davanti al Cocchi. Funzionava così da tempo immemore. In qurl posto, a quell'ora c'erano tutti i miei amici più molti dei (pochi) alternativi o poseurs di Asti. L'età dei presenti andava dai quattordici ai vent'anni o forse anche di più, una massa nera, informe e chiassosa. Dopo una mezz'oretta ci spostavamo in massa verso il pub, il solito Red Lion. Per una qualche ragione, ora non funziona più così. Ieri sera non c'era quasi nessuno delle persone che avrei voluto incontrare. Ovviamente continuerò a vedere i miei amici, quello non è un problema. Ma il must delle nove e mezza al Cocchi adesso mi mancherà, temo (anche se prima lo detestavo abbastanza e cercavo di aggirarlo andando a cena da Minnni, su autoinvito). Però devo ammetterlo: l'università ha cambiato la mia vita in meglio. Perdere le mie vecchie abitudini mi inquieta, ma non è certo la prima volta che succede. Nel 2004 tutti i sabato al pomeriggio io e Marcello ci installavamo a casa di Giuditta; eravamo un trio di migliori amici, e poi la vita (o la stronzaggine) ci ha allontanati. Ma ormai la vedo come una cosa normale, il fatto di avere smesso di frequentare Giuditta. Vorrei vederla solo per dimostrarle che non sono e non sono mai stata una verginella sprovveduta come pensa lei, perché si capisce benissimo che è questo quello che pensa di me. Non dovrebbe o.ò Come dico da molti mesi a questa parte, per quanto l'università possa fare schifo (anche se non è detto), non sarà mai peggio di come sono state per me le superiori, le medie, le elementari. Poi, nella mia vita è entrato Thomas: avevo davvero bisogno di una persona come lui, e finalmente è arrivata. Anzi, tra poco un treno lo porterà qui ad Asti, quindi la smetto di scrivere cavolate e vado a prenderlo alla stazione. Odio scrivere post così succinti, ma così l'ho battuto e così lo lascio, dopotutto credo di aver espresso chiaramente quello che volevo dire. :3 Sevaowen . 09:52 lunedì, 08 ottobre 2007
Conosco una persona strana. A dire il vero di persone strane ne conosco molte, ma ne conosco anche alcune strane in senso negativo. Voglio scrivere di una ragazza-tonna che è strana ma non troppo, perché per quanto ad esempio lei creda di essere misteriosa è terribilmente facile capire quello che le passa per la testa (tant'è che a volte credo di sbagliarmi, e che sotto ci sia molto di più... ma per oggi lascerò stare i dubbi in favore di un libero sfogo). Lei sente solo quello che vuole sentire e vede solo quello che vuole vedere. Costruisce instancabilmente castelli per aria, la sua fantasia non ha fine (anche fantasia va inteso in senso negativo). Tutto questo in una sola ragazza (o donna vissuta, data l'alta considerazione che ha di se stessa). In lei di spazio per tutti questi difetti ce n'è difetti ce n'è eccome, motivo per cui la natura li ha riversati in lei evitandoli, ad esempio, a me, cosa di cui sono davvero grata. Lei fa dei suoi difetti e dei suoi errori un vanto e continua tuttora a fare di alcuni aspetti della sua vita una trama da commedia americana. Sta consciamente scrivendo la sceneggiatura della sua stessa vita, arricchendola con melodrammi vari che per forza di cose si sommeranno alle inevitabili sofferenze di linea nel corso della sua vita, soffrendo così il doppio di una persona qualunque... ecco il perché della visione eccessivamente pessimista della vita (e quando sono io a dare del pessimista a qualcuno c'è davvero da preoccuparsi). Non sa di avere visto troppi film e avere letto troppi manga, continuando così a vivere serena nel mondo che lei stessa ha creato, e peggio ancora continua a vedere le persone esattamente come lei vuole che siano. Io, per lei, sarei un'ingenua e sprovveduta bambina che vede il mondo di rose fiorito, ma senza spine che pungano il dito (anche se odio Georgie) e non sporco e puzzolente fino all'esasperazione come lei, invece, lo vede. Sostanzialmente: tutti sappiamo che il bicchiere non è né mezzo vuoto, né mezzo pieno. Io mi sforzo di vederlo per com'è, lei dall'alto della sua ipotetica superiorità pensa che io lo veda sempre e comunque pieno anche se c'è solo ua goccia sul fondo e lei lo vede vuoto anche quando l'acqua cola fuori, nella totale convinzione di vedere le cose come sono veramente. Nella sua cameretta trama cose che né una persona sana di mente né una come me immaginerebbe, talmente sono sì subdole, ma anche stupide e inutili. Che siano subdole poi è tutto da vedere: lei crede di agire nell'ombra, ma nessuno qui è stupido e gli altarini prima o poi si scoprono. Però la invidio anche, beata lei che ha tempo da perdere dietro a questi giochetti insensati. Inoltre, non conosce l'italiano. Come se tutto ciò non bastasse, ha il gusto dell'orrido e nutre una malsana passione per il trash. Se non si fosse ancora capito, non è nemmeno particolarmente acuta. Tuttavia, quei pochi neuroni che abitano il suo cranietto le bastano per capire di essere mediocre, spingendola a cercare delle scorciatoie assurde per ovviare al problema. Non so se mi spiego: è come se io dicessi a Thomas che capisco la matematica per guadagnare punti ai suoi occhi. Non mi sono spiegata bene ugualmente, ma l'esempio era carino (almeno per me). Tutto questo è cominciato quando in preda alla frustrazione mi ha fatto una battutaccia da vera stronza. Non mi sono offesa perché una cosa del genere da un'amica non te l'aspetti, ma semplicemente perché nessuno deve permettersi di dirmi una cosa del genere. Dunque... allora ho risposto con delle minacce di male fisico (colpa della vodka), se avessi riflettuto avrei risposto piuttosto che farlo come lo fai tu, preferisco non farlo, se mai me lo dirà di nuovo le dirò ti sbagli di grosso, ti sei sempre sbagliata, anche sbagliata sul mio conto in generale. Chi sta meglio adesso? E se tutto ciò non basta, tua madre neanche mi saluta, come se in tutto questo la stronza fossi io. Intanto ho cominciato l'università... oh mon dieu. Presto scriverò qualcosa a riguardo... credo. Sevaowen . 16:47 |
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